Benessere

24 ore senza tabacco: i primi passi per smettere di fumare

Sigaretta spezzata
30 mag 2017 - 06:33

CATANIA - Che il tabacco sia estremamente dannoso per la salute nostra e di chi ci sta intorno è ormai cosa nota. Ce l’hanno detto in tutti i modi e in tutte le salse, scrivendolo sui pacchetti di sigarette, sulle targhette nei ristoranti, ripetendolo in tv con ogni tipo di slogan.

I dati reali però superano qualsiasi predica: secondo le indagini dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, infatti, circa sei milioni di persone perdono la vita ogni anno a causa del fumo.

Per sensibilizzare i fumatori sul tema del tabagismo, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha indetto la giornata internazionale senza tabacco, istituita per domani, 31 maggio. L’obiettivo è quello di richiamare l’opinione pubblica e invitare le persone a smettere di fumare attraverso un piccolo passo: lasciare a casa sigarette e tabacco per almeno 24 ore. 

La giornata è stata indetta per la prima volta il 7 aprile 1988 e da allora è stata accolta con crescente interesse da parte di governi e organizzazioni sanitarie.

Smettere di fumare è un percorso difficile, come è noto infatti il tabagismo genera una forte dipendenza chimica psicofisica che porta a un’astinenza caratterizzata da un aumento dei livelli di ansia, stress, depressione e da peggioramento dell’umore e della memoria. Persino rinunciare alla gestualità non è facile.

Il primo passo per smettere è prendere coscienza del male che si fa a se stessi fumando, pensare a tutti i benefici che si avrebbero e, in primis, volerlo davvero. Smettere vuol dire prendere in mano la propria vita e scegliere il proprio benessere. 

Il secondo passo è accettare le conseguenze, consapevoli che non sarà una passeggiata e che probabilmente ci si dovrà provare più volte prima di riuscirci, senza scoraggiarsi mai.

Potrebbe essere utile anche fare una lista di tutti i motivi per cui lo si vuole fare, in modo da fissare i propri obiettivi e riprendere la lista nei momenti di sconforto e di debolezza. 

Inoltre, è importante avere un piano. Scegliere tutto, dalla data in cui si decide di smettere al modo in cui lo si vuole fare. Smettere progressivamente o repentinamente? Fare tutto da soli o lasciarsi aiutare da piccoli metodi alternativi?

Spesso si consiglia di ridurre gradualmente l’assunzione di nicotina in modo da non provocare uno shock al proprio organismo. Come farlo? Magari attraverso prodotti sostitutivi o contenenti, come cerotti da 16 o da 24 ore, gomme da masticare, compresse da succhiare, la famosa sigaretta elettronica o il tabacco riscaldato, tutti prodotti che, è stato provato, controllano il disagio fisico provocato dalla mancanza della nicotina, aumentando del 50-70% le probabilità di successo di chi intende smettere di fumare.

Esistono anche tantissimi rimedi naturali che possono aiutare nell’impresa. Tra questi è noto il ginseng, l’erba orientale la cui radice può aiutare a regolare il livello di dopamina nell’organismo, sostituendosi addirittura alla sigaretta. O ancora la liquirizia, da assumere nei momenti di astinenza, quando si sente la voglia di accendere la sigaretta, infatti grazie al forte sapore e alla persistenza del gusto in bocca agirà come diversivo, distraendo dalla crisi momentanea.

In alcuni casi, se il medico lo consiglia, sono necessari anche dei farmaci, come antidepressivi, utili soprattutto durante il primo periodo del distacco dalla sigaretta, quello sicuramente più traumatico.

Se serve, anche l’aiuto dei professionisti del settore è ben accetto. Un consulente può essere di grande aiuto in un percorso così delicato, che sia terapia di gruppo o privata, o anche il consiglio dello stesso medico. 

“Film senza tabacco, fascino senza tabacco”, “Tabacco e povertà, un circolo vizioso”, “Il tabacco uccide, non farti ingannare”, “Lasciati il pacchetto alle spalle”, “Uniti per un mondo libero dal tabacco”, “Il tabacco costa più di quello che pensi”, “Tabacco o salute: scegli la salute”… Questi solo alcuni degli slogan della giornata senza tabacco dal 1988.

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Clelia Mulà



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