Arte
 

Visite guidate d’autore con il curatore Nifosì chiudono mostra di Colombo a Modica

28 gen 2016 - 16:57

MODICA - Divulgatore straordinario, docente amatissimo da generazioni di studenti liceali, il prof. Paolo Nifosì, curatore della mostra antologica di Giuseppe Colombo a Modica (Convento del Carmine) condurrà due visite guidate d’autore il prossimo weekend, sabato 30 e domenica 31 gennaio. 

“Colombo. Opere 1999 – 2015” è stata organizzata dalla Fondazione Teatro Garibaldi con il patrocinio del Comune di Modica e il coordinamento di Tonino Cannata, sovrintendente della prestigiosa fondazione modicana. 

Nelle sale del Convento, spazio restituito alla città dal maggio 2015 con l’omaggio agli ottanta anni del maestro Piero Guccione, sono esposte dall’11 dicembre decine di opere in prestito da collezionisti di tutta Italia con cui Nifosì ricostruisce l’iter creativo di Colombo.

Artista che di recente, come scrive il curatore nel saggio in catalogo, denota una “nuova percezione della luce e della definizione (…). L’occhio di Colombo (…) potenzia la brillantezza, la saturazione cromatica, la luminosità, la nettezza dei contorni. Il procedere dell’artista si mantiene nel solco di un linguaggio consolidato che riesce ancora a rinnovarsi e a stupirci nel racconto della sua vita, della sua esperienza che ci viene restituita in immagini dove si respira e si avverte la Bellezza”.

Eccellente disegnatore – notato sul finire degli anni Novanta da Franco Polizzi del Gruppo di Scicli, che lo presenta a Guccione, autore di un testo per la sua prima personale – Colombo, 44 anni, alterna paesaggi e nature morte per tornare spesso al ritratto, al nudo.

“Utilizza la fuliggine, il carboncino, la matita – continua Nifosìtraendo spunto da foto dell’Ottocento. È del 2004 un ritratto di Degas, del 2009 un Nudo, che idealmente vuole essere un omaggio a Courbet, un altro Nudo verticale tratto da una foto dell’Ottocento: il corpo in questi casi emerge dall’oscurità potenziando la seduzione e il coinvolgimento. La sua tentazione dell’ombra, della sua ambiguità e del suo mistero, continua a ritornare anche negli oli e ne è un esempio Nudo al tramonto (2010), dove l’eros suggerito e alluso contiene il memento mori della Morte di Maria del Merisi”.

Fra i paesaggi spicca Marina di Modica, “Un dipinto - dice Nifosìche in parte è una dichiarazione di poetica riguardo alla sua idea di obiettività, proposta di sviluppi di volumi in profondità, di luci che ne definiscono le superfici, di sperimentazioni pittoriche in atto, anche in relazione alla frequentazione dei suoi maestri diretti, Guccione e Sarnari e a memorie hopperiane”.

“Colombo - scrive Marco Goldin, nel catalogo della mostra “Il Gruppo di Scicli” (Conegliano, 2001) - rivela il suo talento nel riappropriarsi dell’evidenza visiva con uno sguardo penetrante, con lenti potentissime, animando di rinnovata energia ciò che lo sguardo percepisce, a dimostrazione che la poesia è possibile coglierla intorno a noi e che i poeti e gli artisti hanno la virtù di rivelarcela”.

Fra gli interventi nel catalogo dell’antologica di Modica, figura quello di Stefano Malatesta. Il giornalista e scrittore, estimatore dell’arte di Colombo, scrive: “Ci sono altri artisti che devono stare attenti alla loro straordinaria capacità tecnica che li può portare molto lontano, più lontano di quanto essi stessi vorrebbero. Giuseppe Colombo rientra in questo ristretto giro. Quando ho visto per la prima volta un suo disegno acquerellato, il soprannome che mi è venuto spontaneo dargli è stato quello di Le magiciens du crayon. Era una volpe uccisa e abbandonata lungo una strada di campagna. Vista con una prospettiva laterale, dava un senso di movimento anche se l’animale era morto. Un piccolo capolavoro. Io credo che Giuseppe sia uno dei migliori disegnatori italiani in assoluto”.

Redazione NewSicilia