Migranti
 

Viaggi della speranza: salvato bambino camerunense e fermati due scafisti

25 mag 2016 - 17:55

PALERMO - La folla di volti anonimi continua ad affollare le imbarcazioni della speranza e donne, uomini e soprattutto bambini rischiano quotidianamente la vita.

Questa volta è toccato a un bambino camerunese di due anni e mezzo che si trovava su un barcone carico di migranti al largo delle coste libiche. A bordo dell’imbarcazione vi erano 132 persone compresi 19 minori, 14 bambini sotto i cinque anni e un totale di 10 minori non accompagnati. 

L’equipe di Medici senza frontiere, che operano a bordo dell’imbarcazione Aquarius, si sono immediatamente resi conto della gravità della situazione in cui versava il bambino affetto da una grave sofferenza respiratoria e disidratazione.

SOS Mediterranee, subito avvertita dai dottori di MSF, ha lanciato tempestivamente un segnale di allarme a un elicottero della marina militare italiana che ha raggiunto la nave Aquarius e ha trasferito d’urgenza il piccolo sfortunato.

Nel corso della giornata la nave Aquarius ha inoltre raggiunto una nave mercantile che aveva prestato soccorso a circa 300 migranti, tra cui 33 donne, per effettuare un trasbordo.

In totale 10 le donne che risultano in avanzato stato di gravidanza: sette soccorse sul gommone da SOS Mediterranee e tre prese a bordo dal mercantile.

Disperazione e speranza hanno alimentato le tasche e il traffico di molti scafisti. Ma la corsa del cittadino gambiano Salifu Drammeh, di soli 19 anni, e del cittadino senegalese Oumar Traore, di anni 22, è stata fermata.

Contro di loro sono state raccolte prove necessarie all’adozione dei provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, in relazione allo sbarco di 394 migranti giunti nel porto di Catania ieri 24 maggio, a bordo della nave della marina militare irlandese “L.E. Roisin” e soccorsi in acque internazionali il giorno prima.

Gli stessi cittadini sono stati individuati quali componenti dell’equipaggio di un gommone, salpato dalle coste libiche, con il quale è avvenuta la traversata del Canale di Sicilia.

A conclusione delle attività, i due uomini sono stati condotti nel carcere di “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Daniela Torrisi