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Via Braille dissestata e pericolosa, i ciechi: "Bianco ci ha abbandonati"

Via Braille dissestata e pericolosa, i ciechi: “Bianco ci ha abbandonati”

12 apr 2016 - 06:00

CATANIA – “Il marciapiede davanti alla sede catanese dell’Unione Italiana Ciechi in via Braille, ex via Battista Grassi, è diventato un vero e proprio percorso ad ostacoli. Massi divelti, buche: la pavimentazione è completamente dissestata non solo a causa della mancata manutenzione, ma anche per la presenza di alberi che mettono radici e spaccano il cemento. È un problema per i normodotati a cui capita di inciampare, figuriamoci per i ciechi che quotidianamente passano da li. La cosa assurda è che abbiamo denunciato il disservizio al palazzo degli Elefanti più volte nel 2014 ma, ad oggi, Bianco sembra averci abbandonato”.

È lapidaria Rita Puglisi, dirigente dell’Unione italiana ciechi che spiega la difficile condizione del non vedente nel capoluogo etneo: “non supportato”, dice, dall’amministrazione comunale su più fronti.

Per metterci nei panni dei ciechi che vivono a Catania, partiamo quindi dalla sede… il posto dove i non vedenti dovrebbero sentirsi sicuri e indipendenti mentre invece sono quotidianamente sottoposti al rischio di cadere e farsi male, anche molto male.

“Il problema dei non vedenti c’è ed è oggettivo - dichiara la Puglisi -. Parliamo della disabilità più limitante e trovo assurdo che dopo più di un anno, e qualche brusca caduta da parte di mamme con figli non vedenti al seguito, nessuno sia ancora intervenuto per ripristinare la pavimentazione all’ingresso della sede. Cosa abbiamo fatto di male al sindaco Bianco?”.

Ha la voce rotta la dottoressa Puglisi che spara a zero sul primo cittadino di Catania, rispetto al quale, pare conservi ancora qualche altro dissapore.

In sostanza, coerentemente con il ruolo di coordinatore commissione istruzione, la Puglisi nel 2014 aveva promosso il progetto, primo in Italia, della costruzione all’interno dell’asilo nido comunale, di una zona adibita ai bimbi da 0 a 3 anni con invalidità totale o parziale. Ma pare che questa idea non sia stata sostenuta fino alla fine dall’amministrazione.

Il 30 settembre 2014 Bianco aveva annunciato a gran voce, durante una conferenza ad Ognina, la costruzione del nuovo settore dell’asilo nido comunale - racconta la Puglisi -. Parliamo di un progetto per cui la legge 328 del 15 dicembre 2014 aveva garantito lo stanziamento di 25 mila euro – continua -. Ma quando, a febbraio, siamo arrivati in giunta, l’amministrazione ha sì acconsentito ma ‘a costo zero’, senza garantire alcun finanziamento. È chiaro che senza soldi non saremmo potuti arrivare molto lontano, ma la cosa più grave è che stiamo parlando di una cifra davvero ridicola”.

Del resto la dirigente Puglisi è una donna che nonostante le difficoltà non ha mai gettato la spugna. Ha studiato, si è sposata e ha raggiunto la sua indipendenza proprio come tutte le altre donne; tanto più che negli anni si è laureata al conservatorio musicale e oggi insegna a Mascalucia.

“A questo punto mi chiedo a cosa serva la giornata del Braille, istituita dal sindaco Bianco se poi non esiste una vera integrazione a Catania - aggiunge Puglisi -. Ci facciamo forti dell’esistenza di qualche semaforo con il dispositivo sonoro, anche se poi le macchine continuano a sfrecciare a gran velocità, e del fatto che per un piccolo tratto in viale Libertà esistano le piste per non vedenti. Ma se il resto della città non consente ad un cieco di uscire solo come può mai essere la nostra una vita ‘normale’? - spiega Puglisi -. Le basti andare all’assessorato per i servizi sociali: è pieno di scale”.

Tanta apparenza ma poca sostanza, è questo che lamenta la Puglisi che in conclusione ha affermato: “Cosa significa vivere a Catania per un non vedente? Basterebbe scendere in strada e chiudere gli occhi anche solo per pochi minuti – conclude Puglisi -. Non servono parole… dover ragionare con gli altri sensi aiuterebbe a capire”.

Vittoria Marletta