Commemorazione
 

Uccisione Maresciallo D'Immé, celebrato il 21° anniversario

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7 lug 2017 - 17:14

GELA - Nella mattinata di oggi, nella Chiesa S. Giovanni Evangelista di Macchitella, ha avuto luogo la commemorazione religiosa del 21° anniversario della barbara uccisione del Maresciallo Sebastiano D’Immé, medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”.

Alla cerimonia, oltre alla sorella del caduto, hanno partecipato, il comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, gen. Riccardo Galletta, in rappresentanza del prefetto di Caltanissetta, il dott. Gabriele Barbaro, il sindaco di Gela Domenico Messinese, in rappresentanza del Tribunale la dott.ssa Miriam D’Amore e per il procuratore della Repubblica di Gela, il sostituto Antonio D’Antona, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, col. Luigi Macchia, il dirigente del Commissariato di polizia statale di Gela Francesco Marino, i comandanti dei carabinieri del Reparto Territoriale di Gela e i dipendenti dei comandi Stazione di Riesi, Mazzarino, Butera, Niscemi e Gela, la rappresentanza militare del Cobar “Sicilia” dei Carabinieri, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Gela (intitolata proprio al sottufficiale caduto) i rappresentanti dell’amministrazione locale e di tutte le forze di polizia locali nonché semplici cittadini che hanno voluto stringersi alla famiglia ed alle Istituzioni in questo momento della memoria.

La cerimonia religiosa, particolarmente sentita sia dall’Arma che dalla comunità gelese, è stata seguita dalla solenne deposizione di una corona d’alloro al cimitero monumentale di Capo Soprano. Il sacrificio del giovane sottufficiale di origini gelesi è stato suggellato alla storia con il conferimento del massimo tributo concesso ai militari periti nell’adempimento del dovere: il 18 maggio 1998, infatti, il presidente della Repubblica, con decreto n. 1994, ha insignito il maresciallo D’Immé della Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” con la seguente motivazione: “Addetto a Nucleo Operativo di Comando Provinciale, nel corso di predisposto servizio antirapina svolto unitamente a parigrado, intercettava due pericolosi pregiudicati a bordo di un’autovettura di provenienza furtiva. Percependo che gli stessi, avvedutisi di essere stati individuati, potessero sottrarsi al successivo controllo già predisposto con il concorso di personale di rinforzo, non esitava ad affrontare i malviventi, venendo però fatto segno a violenta azione di fuoco. Benché colpito in più parti del corpo, con eccezionale coraggio e non comune determinazione, replicava con l’arma in dotazione finché si accasciava esanime al suolo. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere, spinto fino all’estremo sacrificio”. Locate Varesino (CO), 6 luglio 1996.

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Redazione NewSicilia