Omicidio
 

Uccisa con una bottigliata in testa per un debito di 10 euro: i carabinieri fermano un uomo di 36 anni

5 ott 2015 - 08:57

CALATABIANO – Maria Ruccella è stata uccisa per un debito di soli dieci euro, il corrispettivo, stando al racconto dell’assassino, di alcuni lavori svolti nella campagna della vittima. Questa sarebbe la motivazione che ha spinto Paolo Cartelli di 36 anni a compiere lo spietato omicidio. 

CARTELLI PAOLO

Secondo i fatti avvenuti due giorni fa, il trentaseienne va a casa della donna per riscattare il suo debito ma i due cominciano a litigare. L’uomo perde la ragione e colpisce Maria Ruccella alla testa con una bottiglia di vetro, che trova accanto al televisore. 

 

 

 

Rimasto con il collo della bottiglia in mano, accecato ancora dalla rabbia, sferra un altro colpo al collo della vittima e, dopo aver rovistato all’interno della credenza, fugge gettando a terra l’arma del delitto. 

Maria Ruccello è stata ritrovata dai carabinieri di Calatabiano ancora agonizzante ma è morta poco dopo all’ospedale Cannizzaro, di Catania, a causa delle ferite riportate. 

In questo frangente, mentre i carabinieri del reparto operativo e della compagnia di Giarre, in collaborazione con il Reparto Crimini Violenti del R.O.S. giunti da Roma indagavano sulla vita della vittima, l’assassino rientrava in casa con i vestiti insanguinati e spaventando la madre. 

L’attività investigativa è stata svolta a 360 gradi, controllando anche i filmati delle telecamere a circuito chiuso della zona, e collaborando con il R.I.S. di Messina che ha estrapolato un’impronta digitale dall’arma del delitto.  

Il giorno successivo, domenica 4 ottobre, quando tutti pensavano che la donna fosse stata uccisa con l’intento di sottrarle la pensione da poco prelevata, la madre di Paolo Cartelli ha chiamato i carabinieri accusando il figlio, affetto da un ritardo mentale. 

Immediatamente i militari si sono recati nella casa di Cartelli, dove hanno trovato gli abiti ancora sporchi di sangue, conducendolo al comando provinciale di Catania dove è stato interrogato dal magistrato, Pasquale Pacifico, fornendo una piena confessione dell’accaduto. 

Attualmente l’uomo si trova rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza in attesa dell’udienza per la convalida dell’arresto. 

Francesca Guglielmino