Teatro
 

Tutti pazzi per Turandot al "Massimo Bellini" di Catania

27 ott 2016 - 12:48

CATANIA - Ormai è solo questione di minuti e il grande sipario rosso rubino si apre come per magia.

L’immagine che balza agli occhi è quella della grande statua della dea Kalì, divinità femminile hindu, che segna l’inizio della nostra storia, ambientata in una Cina di fantasia al “tempo delle favole”. Inizia così il primo atto della TURANDOT, al teatro “Massimo Bellini” di Catania, che è andata in scena, di Giacomo Puccini, dove l’amore è il punto cruciale su cui ruota tutta la vicenda.

L’amore che vuole e pretende solo amore. E chi mai non ha fatto pazzie per esso?

Lo sa bene il principe Calaf, interpretato dal tenore Sung Kyu Park che (completando gli studi in Italia sotto la  guida di Katia Ricciarelli), ha dato la giusta voce all’anima emozionandola con la sua “Nessun Dorma”.

Ed è con l’amore che riesce a risolvere i tre enigmi postigli dalla principessa TURANDOT, personificata dal soprano Susan Neves, vincitrice dell’International Luciano Pavarotti VOCAL COMPETITION, che affascina non solo il suo amato con la sua tanta bellezza, ma incanta tutti con la sua voce forte e seducente.

Magistrale l’interpretazione di Andrea Comelli nei panni di Timur re deposto, padre di Calaf e del soprano Rosanna Savoia, che celandosi nel ruolo di Liù, madre di Calaf, in scena la struggente scelta di sacrificio, dove, attraverso la sua voce, fa vibrare l’animo di ogni madre che darebbe la vita per il proprio figlio.

E come in ogni favola, anche nella nostra, probabilmente lo stesso Puccini aveva previsto il lieto fine. E si perchè anche la persona più crudele, come la nostra protagonista TURANDOT, alla fine si trasforma grazie all’amore che si cela dietro al primo bacio del suo innamorato, che unisce i due in un abbraccio che di certo sarà destinato a durare nel tempo, lasciando a noi la magia di sognare ad occhi aperti.

Chiuso il sipario scroscio di applausi.

Ottima la direzione di Antonio Piralli ed eccellenti regia, scene e costumi di
Pier Luigi Pizzi. Un ringraziamento speciale va al direttore di sala Andrea Sciavarello, sempre professionale e attento alle esigenze del pubblico.

 

Barbara Gricoli

Redazione NewSicilia