Medicina
 

Trattamento valvole cardiache, dopo Caltanissetta focus a Siracusa

19 apr 2016 - 19:32

SIRACUSA - Dopo gli ottimi risultati di Caltanissetta continuano i corsi dedicati al trattamento percutaneo delle valvole cardiache.

Nella sala congressi del Jolly Aretusa Palace Hotel di Siracusa, il professore Corrado Tamburino, direttore dell’unità di cardiologia dell’ospedale Ferrarotto di Catania, e la sua equipe hanno tenuto il secondo focus dedicato alle nuove metodologie di intervento per la cura delle patologie cardiovascolari.

Anche in questo caso, la parola chiave è stata “informazione”, ed è proprio per questo che il professore Tamburino ha voluto questa serie di incontri: l’obiettivo è trasmettere, in tutta la Sicilia, il verbo del trattamento percutaneo. 

Il paziente va informato sulle nuove possibilità di intervento e ad informarlo devono essere il medico di base o il cardiologo. Collaudato e confermato anche a Siracusa lo schema di lavoro del primo incontro con la suddivisione del dibattito in tre macro-aree: la prima dedicata alla Tavi (l’impianto valvolare aortico transcatetere), la seconda al trattamento percutaneo dell’insufficienza mitralica e la terza dedicata alla chiusura percutanea dell’auricola sinistra.

Ad aprire i lavori, come di consueto, l’intervento del professore Tamburino: “Non sono contro la cardiochirurgia, ma sono fermamente convinto che fra 5 anni non ci sarà più necessità di utilizzarla per curare queste patologie. La chirurgia – ha spiegato – paga un prezzo di mortalità molto alto. I dati sono talmente unidirezionali che c’è poco di cui discutere. La strada è segnata, è la tecnologia”.

A intervenire sulla questione Tavi è stato il dott. Marco Barbanti che ha analizzato i dati sulla mortalità e sulle problematiche scaturite da questo nuovo trattamento.

Il secondo argomento trattato invece è stato affrontato dal dott. Carmelo Grasso: punto di partenza, anche in questo caso, sono stati i dati: al contrario della Tavi i risultati non sono ancora tali da poter affermare che la chirurgia scomparirà. Il trattamento percutaneo è utile a migliorare, e non poco, la qualità della vita del paziente e a diminuire il numero di farmaci che il paziente stesso è costretto a prendere.

“Di particolare rilievo - ha infine spiegato il professor Tamburino facendo riferimento al terzo argomento trattato – sono i recentissimi dati, comunicati appena due giorni fa a Chicago, sull’impianto percutaneo di valvola con catetere, da cui emerge un chiaro trend a vantaggio dell’impianto con catetere rispetto alla cardiochirurgia nei pazienti con stenosi valvolare aortica della valvola aortica. Gli studi hanno dimostrato che l’impianto con valvola con catetere ha minori rischi in termini di morte, di insufficienza renale, di sanguinamento e di fibrillazione atriale, pagando solo un prezzo più alto in termini di impianto di pacemaker. Questo è il futuro del trattamento nei pazienti a rischio alto e nei prossimi anni anche a rischio basso”.

I prossimi incontri si terranno a Ragusa, Milazzo, Trapani, Mazara del Vallo, Sciacca e Agrigento.

Redazione NewSicilia