Indagini
 

Traffico illecito di rifiuti: avviso di garanzia per un dirigente e un impiegato della Siciliacque spa

13 ott 2016 - 10:34

ENNA - Gestione di rifiuti non autorizzata e attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Sono questi i capi di accusa per un dirigente e un dipendente della “Siciliacque spa” che questa mattina sono stati raggiunti da un avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta.

Le indagini svolte dai carabinieri della Compagnia di Nicosia e coordinate dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta riguardano il responsabile degli impianti di potabilizzazione dell’acqua nella regione Sicilia gestiti da Siciliacque spa e il responsabile dell’impianto di potabilizzazione di Troina.

Gli indagati, in concorso tra loro, avrebbero agevolato lo smaltimento abusivo nelle acque del fiume Troina di consistenti quantitativi di rifiuti non pericolosi, costituiti da fanghi di sedimentazione prodotti dall’impianto di potabilizzazione ANCIPA e gestito da “Siciliacque spa”.

Una percentuale consistente di melme prodotte dal processo di potabilizzazione risultano infatti essere state riversate nel fiume Troina, che scorre a valle dell’impianto, attraverso una canalizzazione interrata, realizza ad hoc.

Il dirigente e l’impiegato della società avevano adoperato questo metodo per realizzare un maggiore risparmio dei costi di smaltimento dei fanghi, che normalmente devono essere smaltiti in discarica, e per abbattere il costo del personale addetto al controllo degli impianti.

Anche la società “Siciliacque spa” risulterebbe responsabile per non aver predisposto nessuna attività di controllo e monitoraggio.

Le indagini sono iniziate ad agosto 2015 quando gli investigatori nel corso di un’ispezione dell’impianto di Troina Ancipa, accertando l’esistenza di un anomalo tubo di scarico, inserito nella vasca dedicata al trattamento dei fanghi. La  tubazione permetteva lo sversamento dei fanghi in una griglia di scarico delle acque piovane verso il fiume a valle.

Nel corso delle indagini i carabinieri hanno appurato come tale attività di smaltimento illegale fosse una consuetudine della quale gli stessi operai erano a conoscenza.

 A seguito di accertamenti tecnici è stato documentato che non vi è una compromissione ambientale dell’acqua del torrente e dell’ecosistema.

Aurora Circià