Vertenza
 

Stabile, protesta davanti al palazzo dell'Esa. I sindacati: "Salviamo il teatro"

14 giu 2016 - 11:46

CATANIA - Una conferenza stampa per decidere il futuro dei lavoratori che hanno messo passione e anche tanta forza di volontà, ma che continuano a non demordere e cercare di averla vinta. Per il bene di Catania.

Stiamo parlando della conferenza indetta stamani dai sindacati Cgil, Uil, Ugl, Sic, Ulicom e Ugl spettacolo per la vertenza del Teatro Stabile, che continua ad avere gravissimi problemi finanziari e societari, davanti al palazzo Esa: è infatti l’immobilismo politico-istituzionale ciò che viene contestato, senza tenere conto delle recenti dimissioni del presidente Salvo La Rosa. 

Ad intervenire sono stati tanti, tra cui Patrizia Minardi, rappresentante Uil, il rappresentante Ugl Gagliano e il segretario generale Cgil Giacomo Rota.

“Questa conferenza è stata richiesta dai confederati della Cisl, Uil e Cgil perchè non si può più stare in queste condizioni – ha esordito Patriza Minardi -. Continua ad esserci una situazione di stallo, siamo senza stipendi da troppo tempo ormai, anzi, siamo con il salario di gennaio. Per metà. Attendiamo questa nomina del nuovo commissario dalla regione, tutto deve essere risolto al più presto”.

“Dobbiamo salvaguardare il teatro – ha proseguito -, lo Stabile deve continuare ad esistere e non devono esserci quei tagli del personale tanto discussi, bisogna rivedere tutti gli accordi. La situazione è gravissima”.

I sindacati non hanno visto “una carta stampata”, come dichiarato da Giacomo Rota, “ciò che viene riportato sui giornali ci spaventa”. Ecco il suo appello:

Lo stato d’animo dei lavoratori non è dei migliori, anzi, tira un’aria pessima: “Vogliamo le relazioni fatte dagli ispettori – dice Gagliano -. Se ci sono colpe, nulla deve ricadere sul personale, al teatro e alla città. Questo teatro è un pezzo di storia, di cultura catanese e chiediamo al più presto un incontro con i soci. Da mesi non prendiamo stipendi, abbiamo il morale sotto i tacchi”.

Un forte appello alle istituzioni, una protesta che non può passare inosservata. Il Teatro Stabile vuole essere salvato, con le buone o con le cattive. Anche se, data la situazione, andrebbe bene qualsiasi cosa. 

Gabriele Paratore