Protesta
 

Super Gae Infanzia al centro di Catania: vi raccontiamo la manifestazione

23 set 2016 - 19:53

CATANIA - Seguito oggi in grande stile della protesta di via passo Gravina di martedì scorso.

L’associazione Gae Infanzia di Catania oggi, alle 15,30, è scesa in piazza Università per protestare contro la legge 107 della Buona Scuola che ha tolto molti posti di insegnanti.

Una riunione di gruppo davanti all’Università e le grida contro Faraone, Renzi, la Altomonte. La voglia degli insegnanti di riprendersi quel ruolo che gli è stato tolto, tutti hanno il desiderio di lavorare. Nuove canzoncine di protesta catturano l’attenzione di tutti.

Due le donne intervenute ai microfoni di Newsicilia: Rosanna Chillemi e Giusy Rizzotti. Sentiamo quest’ultima.

Così invece Rosanna: “Stiamo parlando di quella che è la nostra causa, cerchiamo di lavorare. In più occasioni abbiamo chiesto ciò, perché chi è stato assunto di ruolo adesso prenderà le assegnazioni provvisorie e di conseguenza anche i nostri posti dell’infanzia. Ci stiamo ribellando perché siamo a casa, i nostri incarichi di sostegno andranno ad altri. Proviamo a chiedere di aumentare le classi a tempo pieno, i nostri posti in organico non sono stati nemmeno toccati. Non è comunque una faccenda di livello nazionale, Faraone, la Altomonte e i sindacati ci hanno venduti perché hanno stipulato un accordo in cui hanno deciso che i posti andranno a quelli di ruolo, non pensando che noi siamo nella graduatoria ad esaurimento. La nostra causa è questa. Protestiamo in maniera pacifica, finora abbiamo portato avanti la scuola: oggi non possono metterci da parte. Chiediamo anche il potenziamento, in quanto è stato dato a tutti gli organi di scuola ma non all’infanzia. Con la legge 107 siamo senza potenziamento e senza assunzioni”.

Le rappresentanti dell’associazione Gae sono state inoltre accolte da Giuseppe Caudo, del gabinetto del presidente della Regione Rosario Crocetta. Il confronto è durato più di un’ora e mezza.

Successivamente, al termine della manifestazione in via Crociferi, le insegnanti hanno bruciato le tessere che le legavano ai sindacati, definiti più volte “traditori”.

Gabriele Paratore