Murales
 

"Street art" o vandalismo? Quando una bomboletta trasmette emozione

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18 gen 2017 - 06:36

CATANIA - Anche la città etnea è oramai diventata una città metropolitana. E come tale ha assorbito dal resto del mondo anche la “street art“, che si tratti di opere astratte in vari materiali, sculture originali o murales colorati realizzati anche su aerei, treni e navi da crociera.

Concentrandoci per un momento su questi ultimi, ne troviamo brillanti esempi negli Stati Uniti, in Germania, Canada e Russia – solo per citarne alcuni – ma anche in Italia, dove questa manifestazione artistica è entrata in uso soprattutto tra i più giovani che, con delle bombolette colorate e un po’ di fantasia, riescono in breve tempo a realizzare opere murarie degne degli artisti più famosi.

Il problema, semmai, è l’esistenza di quella linea sottile tra “arte” e “vandalismo”. Quando possiamo considerare una scritta sul muro “arte” e quando un atto di “inciviltà”? Il dibattito è aperto. 

Se in passato i grandi artisti impiegavano mesi per realizzare un ritratto o un dipinto ragionato in grado di trasmettere allo spettatore emozioni a lungo termine, oggi i writers (così sono chiamati gli artefici dei graffiti) sono molto veloci: lo scopo è raccontare, infatti, l’emozione di un attimo attraverso un atto trasgressivo.

Ed ecco che su muri di abitazioni private, negozi, uffici pubblici e strade compaiono dediche d’amore, proverbi, insulti, polemiche contro il governo di turno, animali, soggetti astratti, personaggi televisivi, divi del cinema, cantanti e così via.

Ci sono persone che hanno fatto di questa “arte” un mestiere, praticandola ed elogiandola in giro per il mondo. Altre, invece, la condannano. In realtà non esiste un’arte “giusta” o “sbagliata” e quindi non è possibile giudicare chi la mette in pratica. Possiamo solo apprezzare la bellezza artistica di alcuni disegni e arricciare il naso davanti ad altri.

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