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Spacciavano droga fra Catania, Siracusa e Messina: in 5 in manette. IL VIDEO

18 nov 2015 - 07:32

CATANIA - Spacciavano droga a Catania e nei paesi alle pendici dell’Etna. La loro era un’organizzazione criminale articolata in due gruppi e ben radicata sul territorio. In cinque sono finiti dietro le sbarre.

Si tratta di elementi già noti alle forze dell’ordine. La misura cautelare è stata disposta in seguito ai risultati di alcune indagini che riguardano il periodo che va da settembre a novembre 2011.

L’intero sistema era capeggiato da Giuseppe Saitta, 47 anni e facente parte della cosca Pillera-Puntina, noto come “bimbo”. Era già pregiudicato perché fermato il 26 settembre del 2005, quando fu rinvenuto un vero e proprio arsenale.

Saitta era a capo di due gruppi. Il primo guidato da Guido Acciarito, già fermato lo scorso 16 giugno nel corso dell’operazione “Enigma” che portò all’arresto di 30 persone per organizzazione di stampo mafioso legato alla famiglia Mazzei (Carcagnusi): si occupava dello spaccio di stupefacenti nella zona nord di Catania, a Misterbianco, a Paternò e ad Augusta (Siracusa). Il secondo gruppo aveva come referenti Gianni Greco e Luciano Testa, operativi nel messinese e in particolar modo su Taormina e Giardini Naxos.

Nonostante facessero parte di clan diversi, tutti si rifornivano della merce del Antonio Testa, affiliato ai Santapaola-Ercolano e fermato per spaccio il 18 ottobre 2012. 

Una volta venduta la droga, il ricavato veniva raccolto e messo a disposizione in una “cassa comune”. Il che dimostra come spesso diversi gruppi possano collaborare per un fine comune.

L’esito delle indagini è frutto di alcuni sequestri e intercettazioni. Il primo il 28 ottobre 2011, quando una persona fu fermata dalla polizia con 100 grammi di marijuana, vendutagli da Greco. Poi, il 7 e l’11 novembre, delle intercettazioni telefoniche e il sequestro di 30 grammi di cocaina lo incastrarono definitivamente. In quell’occasione aveva chiesto alla moglie di nascondere un fucile dentro il cassonetto. L’arma da fuoco fu ritrovata.

Sempre il 7 novembre, Luciano Testa fu arrestato perché aveva con sé circa 3 chilogrammi di marijuana.

Per quanto riguarda Giuseppe Saitta, invece, la polizia lo ha fermato nel suo panificio mentre era in possesso di una pistola marca Baretta con matricola abrasa, 32 cartucce e un colpo pronto in canna.

Adesso Saitta si trova rinchiuso nel carcere di Bicocca, mentre Antonio Testa in quello di Piazza Lanza.

Oltre agli arrestati tra gli indagati figurano altre 6 persone.

Redazione NewSicilia