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Solarium di Ognina e scogliera di Catania ridotti a pattumiera. LE FOTO

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10 lug 2017 - 09:22

CATANIA - L’apertura del solarium di Ognina ha segnato la fine del decoro e della pulizia della scogliera. Perché, “senza voler entrare nel merito alla questione legata alla natura della chiazza scusa davanti all’impianto del viale Artale D’Alagona, su una cosa tutti possiamo essere d’accordo: uno dei punti più suggestivi di Catania è diventato una enorme pattumiera dove centinaia di incivili buttano di tutto”.

“Un problema che decine di bagnanti mi hanno ripetutamente segnalato”, spiega Vincenzo Parisi, presidente della commissione comunale al Bilancio, che chiede un immediato intervento al Sindaco e all’assessore al ramo sul problema.

Lattine vuote, fazzolettini di carta, bottiglie di birra vuote, pacchetti di sigarette… e l’elenco potrebbe continuare ancora per molto. “Dove sono le forze dell’ordine incaricate di multare questi incivili? Dove sono gli operai addetti alla pulizia e al decoro del lungomare? Dov’è finito il senso civico della gente? Domande che devono avere risposte immediate perché il lavoro dei volontari qui dev’essere preso come un atto dimostrativo e non come una necessità continua. Da piazza Mancini Battaglia a piazza Europa non c’è un angolo, uno spazio, uno scoglio o una piazza che non debba fare i conti con i rifiuti”.

“Pochi interventi sporadici non bastano a garantire il decoro continuo del sito. Ecco perché – conclude Parisi - serve un’azione repressiva che punisca in modo esemplare chiunque non rispetti le regole. Allo stesso tempo, va potenziato il numero dei cestini da mettere a disposizione della gente. Se trattiamo la scogliera e il mare in questo modo non possiamo poi lamentarci se non riusciamo a fare il bagno oppure non ci sono nemmeno pochi metri puliti a disposizione dove stendere il telo da mare e prendere il sole. Non dimentichiamoci che, con la prossima ondata di maltempo, i rifiuti saranno spazzati via dal litorale. In questo modo davanti alle nostre coste galleggeranno un “oceano” di fazzolettini, lattine e carta stagnola. I rifiuti più pesanti, invece, finiranno in fondo al mare. Insomma cambieranno i materiali, ma il risultato sarà sempre lo stesso: inquinamento e sporcizia nella città di Catania”.

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Redazione NewSicilia