Documentari
 

Sicily Folk Doc: raccontare tradizioni popolari con la macchina da presa

25 gen 2016 - 06:42

CATANIA - Due giovani registi siciliani, un sogno e un obiettivo: raccontare il folklore della loro terra. 

Nasce così Sicily Folk Doc una serie di cortometraggi che raccontano in 12 minuti non tanto le feste nel momento culminante ma tutto il lavoro che precede l’evento, i lunghi mesi di preparazione, la fatica dell’organizzazione, il coinvolgimento di tutta la comunità, trovando nei giorni della festa la piena espressione della loro identità collettiva.

Il progetto, portato avanti dall’Associazione Culturale Scarti (conosciuta nel settore del cinematografico per l’organizzazione di Magma mostra di cinema breve), è coordinato dai registi Daniele Greco e Mauro Maugeri e dalla produttrice Giulia Iannello.

Il primo documentario della serie di film brevi sul folklore siciliano, A lu cielu chianau, è dedicato all’Assunzione di Maria (che a Randazzo viene celebrata con la cosiddetta “Vara”) e lo scorso maggio ha fatto parte dei sette documentari italiani presentati allo Short film corner del Festival di Cannes, continuando a farsi notare sia all’estero (partecipando a festival anche in Francia, Spagna e Bielorussia) sia in Italia con l’assegnazione di diversi riconoscimenti.

Queste feste sono preziosi scrigni che contengono incredibili tesori, come portali spazio-temporali, che portano indietro di anni la memoria della collettività: si svolgono come cento e più anni fa, ripetendo gesti e rituali ancestrali, ma si scontrano e incontrano anche con le nuove generazioni. Bambine vestite da angeli e madonnine ma con lo smartphone, le magliette di Ben 10 che fanno capolino dalla fiera armatura da centurione romano, le mamme e i papà commossi che riprendono tutto con il tablet.

Sono proprio questi contrasti però a rendere così importanti queste tradizioni. Protette anche dalla Costituzione Italiana: l’art. 9 infatti recita “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione“.” Il patrimonio storico è formato non solo dai beni materiali, architettura, scultura, pittura, arti applicate ma anche di un immenso mondo immateriale, fatto di feste, canti, tradizioni, che formano l’identità unitaria italiana.

Questi documentari, realizzati da siciliani che raccontano la Sicilia, con occhi nuovi e sempre diversi, hanno fatto proprio questo: preservano come “angeli della memoria” la nostra identità culturale.

Per poter continuare questo lavoro è partita una raccolta fondi, per finanziare la realizzazione di altri due documentari: il primo sulla Madonna della Scala (S. Maria la Scala, Acireale), il secondo sulla festa di San Giacomo a Capizzi (Me).

La festa di Santa Maria la Scala si svolge quasi completamente in acqua, sulle barche dei pescatori che vivono il piccolo borgo marinaro e che tornano apposta tutti insieme dai loro mesi di pesca in giro per il Mediterraneo: bambini, adulti e anziani si sfidano su delle barche a remi e su un albero della cuccagna costruito a picco sul mare del porto.

La festa di San Giacomo, che si svolge a Capizzi - un piccolo centro sui monti Nebrodi – è invece la rappresentazione perfetta di una comunità di artigiani, agricoltori e pastori e del carattere guerriero attribuito al santo. Grandi provole arricchiscono e ingombrano il fercolo portato in processione che poi viene usato come un ariete per abbattere i muri di una vera casa: a ogni colpo corrisponde un “miraculu”.

Per collaborare alla realizzazione di questi scrigni di memoria è possibile fare una donazione tramite il sito: produzionidalbasso.com

Viviana Mannoia