Ambiente
 

Sicilia, "discarica" non va di moda: "No" chiaro di Lentini e Misterbianco non sopporta più le ordinanze

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6 apr 2017 - 06:02

LENTINI - Contrada Armicci ha una cava di 47mila metri quadrati, con capacità stimata di 830 mila metri cubi di rifiuti da poter contenere. Il tutto equivarrebbe al getto di oltre un milione e trecentomila tonnellate di rifiuti suddivisi in 60mila tonnellate l’anno per 22 anni.

Creare lì una discarica è ciò che i cittadini lentinesi non vogliono (forse perché sono a conoscenza di ciò che stanno passando Misterbianco e Motta Sant’Anastasia?): in quella zona di Lentini c’è un presidio che dura da sei giorni e una cinquantina di persone sono pronte a tutto pur di impedire agli operai di aprire il cantiere.

Questa discarica sorgerà a ridosso del lago di Biviere, dove però secondo gli ultimi censimenti dell’associazione naturalistica che gestisce il luogo (Lipu), sono presenti circa 25mila volatili di cui verrebbe compromessa in maniera critica la salute. Sei giorni di protesta per una discarica che critica anche lo stesso sindaco di Lentini, Saverio Bosco: “10mila cittadini che dicono no, un’istanza presentata in procura per indagare su autorizzazioni ‘sospette’, un ricorso al TAR per ridare la possibilità ad un territorio di scegliere il proprio futuro, un’istanza di revoca
in autotutela per far capire al governo regionale che 2 arresti per le autorizzazioni ambientali è un record che va attenzionato… Cos’altro deve fare una città per rivendicare il sacrosanto diritto di difendere il proprio territorio ed il proprio futuro?” scrive sul proprio profilo Facebook. A volerla è l’impresa siracusana Pastorino srl, che vorrebbe realizzarla in una cava a pochi chilometri dal centro abitato. Ma sono tutti contro.

I lavori, dunque, non sono iniziati grazie al presidio. La cava è ancora intatta (come è visibile nella foto qui sotto) e l’incitamento è da parte di tutti i lentinesi: “Venite ad Armicci e difendiamo la nostra terra!”.

Partiti alle 5,30 del mattino, pronti a barricare l’ingresso, in tanti hanno partecipato alla manifestazione di protesta che continua tutt’ora. Chi è venuto per un semplice saluto, chi passava le intere giornate sotto un gazebo, chi invece stava al braciere per l’”arrusti e mangia”: tutti nel loro piccolo hanno cercato, chi più e chi meno, di fare la loro parte per una battaglia che i cittadini, l’amministrazione comunale, le associazioni e tutta Lentini vuole vincere.

Proprio ieri è stata inviata una lettera aperta indirizzata ai ministri dell’Ambiente e della Salute, Galletti e Lorenzin, agli assessori regionali alla Salute e all’Ambiente, Gucciardi e Croce, e a tutti i parlamentari regionali e nazionali della provincia di Siracusa: “Questa nuova possibile discarica è una minaccia per la salute di tutti noi cittadini e non farebbe altro che aggravare la già drammatica situazione ambientale in cui versa il nostro territorio incastrato tra il polo petrolchimico industriale di Melilli-Augusta, la discarica di Grotte San Giorgio una delle più grandi della Sicilia e il probabile inceneritore di Motta S. Anastasia. Queste autorizzazioni, già peraltro rilasciate da funzionari arrestati e sotto indagini, potrebbero produrre danno ambientale, rischi per la salute e devastazione di un territorio già martoriato e che vanta il triste primato nazionale di un malato di tumore ogni 37 abitanti (dato allarmante emerso da una prima indagine effettuata dall’Osservatorio permanente sulla tutela della salute e del territorio)”. Inoltre, viene richiesta la revoca dell’autorizzazione da parte dei firmatari.

Spostandoci geograficamente, guardiamo ad un’altra discarica che porta non pochi problemi: quella di Valanghe d’Inverno, a cavallo tra Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. Restano i problemi, le ordinanze di Crocetta prorogate fino al “duemilaecredici” e la puzza che ricopre i centri cittadini. Braccio di ferro vero e proprio tra il presidente della Regione e la Oikos, ma adesso 31 lavoratori si giocano il posto rischiando il licenziamento in seguito ala mancanza di operare a pieno regime da parte dell’azienda dopo il decreto dello scorso 22 dicembre, finendo in mobilità. Non solo questo: l’inizio dell’abbancamento nella discarica Valanghe d’Inverno è previsto per il 24 aprile, un’altra proroga che tenta di placare le accese proteste a Misterbianco e Motta. 

A queste discariche però sembra contrapporsi un dato agrodolce, riguardante la raccolta differenziata: in Sicilia, a dicembre 2016, un comune su tre è al 40% di raccolta e oltre un milione di siciliani (il 19% della popolazione) è coinvolto. A dirlo è stato l’ufficio speciale della Regione Sicilia diretto da Salvo Cocina, che evidenzia il cambio di rotta (seppur graduale) della differenziata in Sicilia. Esempi da seguire quelli di Belpasso e Gela, che hanno portato le loro percentuali a livelli importanti (il primo dal 30 al 68 per cento, il secondo dal 27 al 50). Restano ancora in maglia nera le città metropolitane di Catania, Palermo e Messina, oltre a Siracusa (ferma al 5,11%), dove ancora i livelli di differenziata sono troppo bassi.

(Nella gallery le foto del presidio in Contrada Armicci, Lentini)

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Gabriele Paratore