Lutto
 

Si è spento Marco Pannella. Fu anche eletto consigliere comunale a Catania

19 mag 2016 - 16:40

Nella sua lunga vita ha vinto numerose battaglie, il “guerriero” dei diritti civili in Italia, ha perso, però, quella più importante: Marco Pannella, leader radicale, si è spento alle 14 di oggi, a causa di un tumore al fegato e uno ai polmoni. 

Si trovava ricoverato nella clinica romana di “Nostra Signora della Mercede” dove ieri pomeriggio si era aggravato. 

Il ricovero lo scorso 2 maggio, giorno in cui Pannella aveva spento le sue 86 candeline. Da lì a poco le sue condizioni di salute sono inesorabilmente peggiorate.

A comunicare la notizia è stato il Requiem di Mozart da Radio Radicale, la stessa emittente che, giorni fa, aveva dato la notizia del ricovero di Pannella. 

Marco Pannella, all’anagrafe Giacinto Pannella, nasce a Teramo il 2 maggio del 1930. La sua passione per la politica si sviluppa negli anni dell’università quando diventa membro della “Gioventù Liberale” e poi leader dell’Unione Goliardica Italiana

Nel 1955 diventa uno dei fondatori del Partito Radicale dei Democratici e dei Liberali. Durante la sua carriera da leader, Pannella farà anche intendere di aspirare ai valori della Destra storica del paese. Tra i suoi riferimenti ideologici vi sono anche l’ambientalismo ecologista, il cattolicesimo liberale di Romolo Murri e il socialismo liberale

Per questo Marco Pannella amava definirsi radicale, socialista, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, nonviolento e gandhiano.

L’ampiezza delle sue aspettative politiche e ideologiche a cui, nel corso degli anni, fa riferimento, porta i suoi estimatori a vedere in lui un uomo che cerca di porsi al di là delle ideologie, mentre i suoi oppositori leggono nel suo operato una dose di ambiguità, e lo accusano spesso di inaffidabilità.

Era noto anche per essere alquanto prolissoè spesso stato travisato anche in quanto difficilmente sintetizzabile in schemi comunicativi giornalistici contemporanei, esprimeva preferibilmente i suoi pensieri nelle lunghe conversazioni settimanali in onda sulle frequenze di Radio Radicale.

Inoltre, Marco Pannella è stato dal 1976 al 1992, deputato e può essere identificato come uno dei personaggi politici più longevi della storia: dalle battaglie civili degli anni settanta alla fase di transizione tra la prima e la seconda Repubblica. 

La sua notorietà la si deve ai metodi utilizzati per la lotta alla politica nonviolenta: scioperi della fame, disobbedienze civili, sit-in etc. Questi i metodi resi popolari dal Mahatma Gandhi e da Martin Luther King. Da loro, Pannella, prende esempio e cerca di affermare la legalità e il “diritto alla vita e la vita del diritto” tramite scioperi della sete e della fame. 

Inoltre, oltre  ad essere stato deputato ed europarlamentare, è stato anche presidente della XIII circoscrizione di Roma (Ostia), consigliere comunale a Catania, Trieste, Napoli, Roma e l’Aquila, consigliere regionale del Lazio e dell’Abruzzo e, infine, segretario del Partito Radicale. 

Nello specifico a Catania nel 1988 Marco Pannella fu capolista “Per Catania civica laica e verde”. Ottenne l’8% dei voti (con un totale di cinque consiglieri), un risultato insufficiente a fargli decidere di restare a fare il consigliere comunale. “Resterò - aveva dichiarato Pannella - solo se sarò votato da almeno il 20% dei catanesi”.

Per Catania è un exploit eccezionale, un terremoto per la situazione politica cittadina. Rino Nicolosi, all’epoca presidente della Regione Sicilia e contemporaneamente capolista cittadino della Democrazia cristiana, è il più votato; eletto sindaco dal Consiglio comunale, si dimette seduta stante per non rinunciare alla presidenza della Regione. Nella seduta successiva, per la prima volta dal 1946, viene eletto un sindaco non democristiano, il repubblicano Enzo Bianco.

Pannella ha anche fondato alcune storiche testate giornalistiche che non hanno mancato occasione di esprimersi in modo contrario al suo operato.

Tante le battaglie vinte, le cose fatte, i giorni e le notti trascorsi a lottare per i suoi ideali ma la “compagna di guerra”, Emma Bonino, dichiara: “Non aveva mai avuto i riconoscimenti adeguati”.

Diversi i messaggi di cordoglio che giungono da ogni dove per ricordare e salutare il leader: da Matteo Renzi a Pietro Grasso a Renato Brunetta.

“È la scomparsa di un grande leader italiano, che ha segnato la storia dell’Italia - dice Renzi -. Vorrei a nome mio personale e del governo e della forza politica che rappresento fare un grande omaggio alla storia di questo combattente e leone della libertà”.

Rossana Nicolosi