Blitz
 

Sfratto in via Furnari, un uomo minaccia di buttarsi dal balcone

16 feb 2016 - 09:01

CATANIA – Via Furnari a Catania nell’occhio del ciclone. Alle 7,00 di questa mattina, infatti, è scattato un blitz delle forze di polizia per sgomberare la palazzina del civico 31, dove vivevano 25 famiglie, fra le quali 13 bambini e una donna incinta.

Polizia, carabinieri, municipale e vigili del fuoco hanno assediato la zona e non mancavano neanche le ambulanze dal momento che un uomo anziano, ricevendo l’obbligo di sfratto, ha minacciato di gettarsi da un cornicione.

Scene da film girate sotto gli occhi dei passanti e degli abitanti della zona che sono stati colti da una e propria doccia fredda.

Si tratta di un palazzo costruito negli anni ’50, ma rimasto incompleto per il fallimento della ditta costruttrice. La gestione dell’immobile viene affidata a un curatore fallimentare, tutt’ora responsabile dell’immobile, che stipula regolari contratti d’affitto permettendo a diverse famiglie di alloggiare all’interno dei locali.

Le “rogne” cominciano 5 anni fa circa quando, in via Passo di Aci viene demolita una villetta Liberty la cui proprietaria, in quota parte, era anche la senatrice Anna Finocchiaro e cominciano i lavori per la costruzione di un palazzo, anch’esso rimasto incompleto. 

A questo punto i proprietari inviano al comune di Catania una lettera con una perizia di parte nella quale si dichiara l’inagibilità del palazzo del civico 31, adiacente alla struttura.

Il comune accoglie la perizia senza chiederne ulteriore verifica e dà l’ok per la demolizione ma a quel punto comincia l’iter processuale con il ricorso al Tar che, a sua volta, intima al comune di effettuare le dovute verifiche dello stato dei luoghi.

Il comune, costretto ad effettuare la perizia, procede ma in un modo un po’ anomalo, visto che, stando alle dichiarazioni delle famiglie, pare non abbia mandato nessuno a fare la perizia.

Oggi l’ordine esecutivo di sfratto che, di fatto, getta nello sconforto 25 famiglie catanesi.

“L’amministrazione comunale – commenta Matteo Iannitti di Catania Bene Comune – ha avuto oltre un anno e mezzo per rintracciare gli alloggi per queste persone. Nell’agosto del 2014, insieme agli inquilini, abbiamo richiesto l’assegnazione di case popolari. La cosa allarmante – prosegue Iannittiè che non siamo di fronte a degli occupanti abusivi ma di persone che vivevano a pieno titolo all’interno del palazzo e che oggi si ritrovano per strada. Adesso si procederà – conclude il consigliere – con la procedura di emergenza che prevede lo spostamento delle famiglie in un Bed & breakfast, ma si tratta di una misura d’emergenza generalmente prevista per terremoti, alluvioni, attentati e non credo sia questo il modo di affrontare la situazione”.

Giorgia Mosca – Marco Bua

Redazione NewSicilia