Traguardo
 

Un secolo e non sentirlo: Catania celebra la vita di Costanza Ribizzi, orgogliosa figlia dell'Etna

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19 apr 2017 - 13:20

CATANIA - Cento anni rappresentano uno di quei traguardi che vale la pena di celebrare in grande stile. Un traguardo che nel caso di Costantina Ribizzi, detta Costanza, è stato costellato di momenti indimenticabili.

I suoi ricordi sono stati al centro della celebrazione che si è svolta oggi in Comune alla presenza del sindaco della città di metropolitana di Catania, Enzo Bianco. Il primo cittadino ha voluto rendere omaggio a una donna la cui tempra rappresenta un esempio per tutti, donandole una pergamena che elogia il suo carattere e la sua forza: “Ai suoi occhi azzurri, alla fede nella vita e nel lavoro; alla sua tenacia ed alla sua straordinaria forza; al grande cuore che ha saputo donare alla sua famiglia; alla sua gioia e alla sua capacità di trasmetterla; ai suoi meravigliosi ricordi e ai suoi preziosi racconti; al suo amore per la natura e alla spiritualità; al suo esempio di esistenza coraggiosa e generosa”.

La Città di Catania ha così celebrato solennemente un secolo di vita di un’orgogliosa figlia dell’Etna.

Costanza nasce a Randazzo il 19 aprile 1917: quinta di sei figli, cresce in una famiglia patriarcale in una grande casa di campagna.

I suoi capelli biondi e i suoi occhi azzurri non passano inosservati durante le lunghe passeggiate in via Etnea, a Catania, in occasione delle quali incrocia lo sguardo del futuro marito, Santi Corsaro

Da vera pioniera, precorre i tempi e scavalca i modi lenti e lunghi del corteggiamento dell’epoca riuscendo a consegnare un biglietto a quell’uomo altissimo e bello che l’aveva conquistata con pochi sguardi. “Se hai intenzioni serie, presentati a mio fratello“, questo il contenuto di quel biglietto che ha dato il via a una lunga storia d’amore che ha saputo superare anche le difficoltà e la distanza imposte dalla guerra. Partito per il fronte, infatti, Santi ritorna parecchi mesi dopo, quasi irriconoscibile, al punto tale che la sua amata, aprendogli la porta si spaventa e fugge via.

Il matrimonio tra i due viene celebrato poco dopo, nonostante Costanza abbia una caviglia rotta, e per questo è costretta a raggiungere la chiesa in groppa a un asino. 

Nulla ha mai fermato Costanza, sempre forte e decisa: quando il marito si ammala e non è più in grado di camminare, decide, nonostante abbia superato i 60 anni, di prendere la patente per poterlo portare in giro.

A chi le domanda come stia, Costanza risponde decisa: “Grazie a Dio bene“. Senza smettere mai di regalare a tutti il suo sorriso e il suo ottimismo.

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Aurora Circià