Criminalità
 

Sebastiano Cavallaro, anello di congiunzione tra la mafia e la massoneria catanese

Sebastiano Cavallaro, anello di congiunzione tra la mafia e la massoneria catanese

15 giu 2016 - 13:10

CATANIA - Aveva le mani in pasta ovunque e ricopriva diversi ruoli. Questa mattina, però, è finito in manette anche lui, Sebastiano Cavallaro.

Uomo di 59 anni e con un “curriculum” invidiabile all’interno del clan mafioso degli Ercolano. Infatti, era lui a gestire tutte le operazioni e a rappresentare quale “primo diacono” la “Gran Loggia Massonica Federico II Ordine di stretta osservanza”, che aveva strettissimi rapporti con la criminalità organizzata. In sintesi, era il collante tra gli Ercolano e la massoneria catanese.

Tra i compiti svolti da Cavallaro c’era anche la turbativa d’asta. In questi casi, l’uomo si serviva di alcuni complici, tra cui Francesco Rapisarda, “Sovrano” della loggia massonica catanese.

A tal proposito è emblematico il tentativo di far desistere alcuni imprenditori a partecipare a un’asta fallimentare per aggiudicarsi un capannone industriale.

Il complesso era già di proprietà dei Rapisarda, che, attraverso questa manomissione, hanno potuto rientrarne in possesso ad un prezzo nettamente ridotto: da 1,3 milioni di euro a 253 mila.

Una persona insospettabile all’apparenza ma che, come testimoniano le intercettazioni, aveva intessuto rapporti strettissimi con la mafia catanese e, in modo particolare, con il reggente della famiglia Ercolano.

Andrea Lo Giudice