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Scuole abbandonate a Catania. "Edifici fantasma da recuperare". LE FOTO

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26 giu 2017 - 09:13

CATANIA - Scheletri di cemento e lamiere contorte. Edifici fantasma che da Picanello a Librino, passando per San Cristoforo, si trovano in tutta Catania. Ex scuole che dovevano restare temporaneamente chiuse con i vandali ed i ladri che hanno agito più velocemente di un qualsiasi piano di recupero o rivalutazione del sito.

“La firma dei contratti, da parte del sindaco Bianco e del Ministro De Vincenti, per l’avvio dei primi cantieri finanziati dal “Patto Per Catania” permetterà di ristrutturare 17 scuole – afferma il presidente della commissione al Patrimonio Salvatore Tomarchio -. Il nostro compito oggi è quello di concentrare la pubblica attenzione pure sugli ex istituti catanesi, chiusi per motivi molto diversi tra loro, e che oggi sono finiti nel dimenticatoio. Impianti dotati di strutture sportive, bagni, palestre, aule e ogni genere di materiale che si ritrovano con le pareti sfondate, i corridoi pieni di vecchi mobili, i cortili trasformati in pattumiere e le aule ridotte a bivacchi. L’unica presenza in questi luoghi – prosegue Tomarchio – sono i ladri ed i vandali che smontano inferriate, buttano giù muri alla ricerca dei cavi di rame, distruggono finestre e imbrattano pareti”.

“Le ex “Brancati” di via della Dalia e dello Stradale San Teodoro, l’ex scuola “Capponi-Recupero” di via Villa Glori, l’ex scuola “Livio Tempesta” di via Toledo e l’ex “Padre Santo di Guardo” di via Belvedere – fa eco la vice presidente della commissione Ersilia Saverino - sono in una specie di limbo dove i piani di recupero sono stati temporaneamente accantonati. Il nostro compito, attraverso questa conferenza dei servizi, è quello di riprendere questi progetti, adattarli alla realtà attuale e magar – attraverso una collaborazione con i privati – ridargli nuova vita restituendo le ex scuole al quartiere. L’esperienza - continua la Saverino - ci ha ampiamente dimostrato che inferriate e lucchetti, a finestre e cancelli, nel lungo periodo, non servono assolutamente a nulla. Senza vigilanza la macro e microcriminalità si è impossessata di questi luoghi portando via tutto ciò che può avere ancora valore”.

I controlli innanzi tutto. Di fronte a questa esigenza sono forti i dubbi della commissione consiliare al Patrimonio sul futuro delle ex scuole di Librino, Picanello, San Cristoforo e San Giovanni Galermo. “L’ex “Padre Santo di Guardo” è una risorsa importante per tutto il quartiere - dichiara il consigliere comunale Giuseppe Catalano - un impianto capace di dare un volto nuovo ad un territorio sempre in bilico tra riscatto e degrado. Accantonata la possibilità di convertirla in una stazione di polizia, resta in piedi l’ipotesi di renderla un punto di aggregazione per l’intera circoscrizione. Il problema di fondo è che bisogna accelerare gli iter burocratici previsti in questi casi perché l’immobilismo genera solo degrado e, alla fine, a rimetterci è l’intera cittadinanza”.

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Redazione NewSicilia