Vigili del fuoco
 

Rischiata catastrofe per una ritorsione. È doloso il rogo della Zona Industriale

7 giu 2016 - 18:03

CATANIA – Un atto criminale odioso, scellerato, che poteva avere conseguenze gravissime. Probabilmente compiuto per non lasciare nelle mani dello Stato un bene sequestrato. A quanto pare il capannone a cui è stato dato fuoco stamattina nella Zona Industriale di Catania appartiene ad una azienda sottratta alla mafia. Secondo i primi rilievi dei vigili del fuoco, qualcuno si è introdotto nel capannone ed ha ammucchiato molta segatura e cataste di legna in un punto per accendere il rogo. Ed è da scartare l’ipotesi della bravata, dell’atto vandalico. Sulla vicenda cercheranno di fare luce gli inquirenti, ma quello della ritorsione appare l’unico movente plausibile. Una ritorsione folle, visto che a pochissima distanza dal luogo dell’incendio doloso si trova la sede della Liquid Gas.

“Quando il caposquadra è giunto sul posto – racconta l’operatore che risponde alle chiamate d’emergenza – si è messo le mani ai capelli. Ha chiesto uomini e mezzi come se piovesse”.

Per domare l’incendio è stato necessario richiedere anche l’intervento di un Poseidon. È un mezzo aeroportuale, di quelli in dotazione ai vigili del fuoco per intervenire qualora dovesse essere avvolto dalle fiamme un aereo, capace di trasportare più di 10 mila litri d’acqua. Insomma, uno di quei mezzi che si utilizzano per le situazioni più critiche.

Dalle ore 12 di stamattina, 9 squadre del distaccamento etneo sono state impegnate per contrastare le fiamme che hanno distrutto il capannone di una azienda adiacente alla sede della Liquid Gas. Oltre alle squadre del Distretto Nord e del Distretto Sud, una di Maletto, nel Brontese, 2 autobotti ed il Poseidon, sono giunte anche squadre di volontari. Tutte le forze interne ed esterne concentrate per evitare conseguenze che non è azzardato definire catastrofiche, inimmaginabili. Il tutto sprezzanti del pericolo, mettendo a rischio non soltanto la salute per via della coltre densa di fumo che ha invaso per chilometri la zona, ma anche la propria vita, perché non era chiaro cosa contenesse il capannone, oltre alla certezza che accanto vi fosse una gigantesca bomba a gas a rischio esplosione.

Il pericolo che le fiamme raggiungessero la Liquid Gas è stato scongiurato soltanto nel primo promeriggio, verso le 16,30. Le operazioni, però, sono ancora in corso e continueranno per tutta la notte. Si prevede che non prima di domani si potrà mettere in totale sicurezza la zona colpita da un incendio che ha gettato nel panico aziende, abitanti, vigili del fuoco.

Alessandro Sofia

Redazione NewSicilia