Scatti di memoria
 

Rimettere gli antichi toponimi a Catania per valorizzare lo storico artigianato della città

Anfiteatro Cappuccini

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19 feb 2017 - 06:15

 

CATANIA - Una valida testimonianza sull’artigianato Catanese dell’ultimo scorcio del ’700 ci proviene dalla toponomastica cittadina, attraverso quei toponimi in parte pervenuti fino a noi.

Alcune strade comprese tra il Piano di Sant’Agata, la Strada Ferdinandea, Piazza San Filippo, Piazza dei Cereali e il Corso (le attuali Piazza Duomo, via Garibaldi, Piazza Mazzini e via Vittorio Emanuele) erano intitolate a Schioppettieri, Argentieri, Cerai, Confettieri, Biscottai: poi ancora Cordai, Tessitori, Consolato della Seta, Zolfatai, Ghiaioti, Gessai, Barilai, Fonderia, Tipografo, Calderai, Ferrai, Piombai, Marmorai, Scalpellini.

Inoltre il “Quartiere degli Scarpari” era compreso, sempre nel ’700, fra il Piano di Sant’Agata e Piazza San Filippo ed era, nel primo tratto dell’attuale Via Garibaldi, un susseguirsi ininterrotto di calzolerie.

In “Scatti di Memoria” di questa domenica propongo ai miei quattro lettori di farci promotori, nei confronti dell’Amministrazione cittadina, di rimettere i nomi originari in tutte queste vie della città, che furono sostituite, a cuor leggero dal Comune negli anni passati e che potrebbero, invece, contribuire alla riscoperta di questi antichi mestieri di Catania ed avere valenza turistica, con alcuni piccoli accorgimenti.

Intanto osserviamo queste mie foto dello scorso secolo che ritraggono alcune piazze di Catania attorno alle quali vivevano tanti laboriosi artigiani.

franz_cannizzo

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Redazione NewSicilia