Protesta
 

La rabbia delle docenti Gae Infanzia: "Ci hanno rubato la dignità e il nostro lavoro"

7 ott 2016 - 18:10

CATANIA - C’è solo tanta rabbia“. È questo il grido che accomuna le docenti dell’associazione Gae Infanzia di Catania, riunitesi in presidio questo pomeriggio davanti alla sede della Cisl Scuola della città metropolitana in via Nicola Coviello.

Siamo qui a dimostrare la nostra rabbia perché i nostri sindacati non hanno svolto il loro compito primario: tutelarci. Hanno pensato solo al docente di ruolo. Noi precarie siamo nulla“. 

A raccontare a NewSicilia,it la sua storia Patrizia Zappalà, docente precaria da 24 anni nella graduatoria ad esaurimento: Ci hanno rubato la dignità e il nostro lavoro. Gae vuol dire ‘Graduatoria Ad Esaurimento’ ma credetemi siamo davvero esaurite perché non era quello che ci aspettavamo, non potevamo mai immaginare una fine del genere“.

La vicenda, del resto, ha del paradossale: nonostante gli anni in graduatoria e l’esperienza maturata in servizio, le docenti Gae Infanzia si vedono puntualmente superare da chi non ha mai svolto una supplenza, soprattutto nell’infanzia.

Spiega Zappalà: “Le cosiddette ‘deportate‘, le colleghe che hanno ottenuto il posto grazie al piano straordinario dell’assunzione di fare la domandina per fuori, dopo essersi lamentate stanno tutte tornando, ma è gente che non ha mai lavorato nell’infanzia e non ha nessun titolo di sostegno. Ci superano ma non sappiamo secondo quale criterio“.

Le ripercussioni sono tangibili: le scuole al Nord sono rimaste vuote, mentre qui le docenti si ritrovano per strada, dovendo fare i conti con l’inutilità delle graduatorie.

Dal presidio odierno le docenti non si aspettano alcuna risposta: anche quando protestarono davanti alla Cgil nessuno prestò loro ascolto, nonostante avessero bruciato le tessere proprio sotto i loro occhi.

Siamo qui per far rumore, per farci sentire. Ci dovete ascoltare!“. Parlano con rabbia, la stessa che hanno provato quando, dopo essere giunte a Palermo su invito di Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione del governo Renzi, hanno scoperto che non le avrebbe ricevute. Un viaggio a vuoto, autofinanziato.

Conclude amara Patrizia Zappalà: “Lo stesso Renzi aveva più volte promesso che avrebbe abolito la ‘supplentite’, ma ancora oggi non ha mantenuto la sua parola. Per 24 anni sono stata utile allo Stato, ora non servo piùA 56 anni sono ancora qui a manifestare senza sapere cosa ne sarà del mio futuro e di quello delle mie colleghe“. 

Aurora Circià