Crisi
 

La protesta degli agricoltori a Vittoria, Cracolici rassicura: "Parleremo con Roma e Bruxelles"

La protesta degli agricoltori a Vittoria

13 feb 2016 - 13:14

VITTORIA – Da giorni Vittoria vive una crisi devastante. L’oro della città dell’ipparino non è più fonte di ricchezza e benessere come anni fa. Adesso i produttori di pomodori, melanzane e altre primizie sono costretti a fare i conti con dei costi di produzione sempre più alti a fronte di un drastico abbassamento del prezzo di vendita della merce in un mercato sempre più globalizzato e “aggredito” dalla concorrenza del Marocco.

Tanta la rabbia di Vittoria e dei vittoriesi che hanno chiesto – forti di essere uno dei mercati alla produzione più grandi d’Europa – un intervento deciso delle istituzioni politiche a tutela dell’intero comparto. 

Su input degli studenti e in occasione della visita in città dell’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici quest’oggi dinanzi all’ingresso del mercato ortofrutticolo l’intera categoria si è mobilitata – con la solidarietà di molti commercianti che hanno abbassato le saracinesche – per chiedere interventi immediati.

I nodi principali riguardano il basso prezzo di vendita del prodotto, lo strapotere della grande distribuzione organizzata, l’accordo Europa – Marocco e le frodi alimentari.

Per questa ragione – nonostante a Vittoria la campagna elettorale è in pieno svolgimento – la politica cittadina ha cercato (quasi tutta) di fare un fronte unico per portare dinanzi alla Regione, allo Stato e all’Europa le rivendicazioni del comparto agricolo.

Il primo cittadino Giuseppe Nicosia ha sottolineato che questa “è la battaglia di tutti e chiediamo interventi urgenti perché Vittoria sta morendo”.

Sul palco accanto al sindaco presenti altri esponenti delle comunità locali del sud est siciliano, la deputazione regionale e alcuni produttori che sono intervenuti per sollecitare l’assessore Cracolici.

“Non è possibile continuare così - ha affermato -. Siamo tutti indebitati: quando si vende il pomodoro a 20 centesimi e ad esempio il Piccadilly siamo costretti a buttarlo. La concorrenza sleale di Marocco ed Egitto ci sta massacrando. Ci ha massacrato la politica che prima con i “corridoi verdi” e poi con l’accordo Eu – Marocco ha permesso questa situazione”.

Anche Mariano Ferro dei Forconi è intervenuto chiedendo misure decise come il blocco delle procedure esecutive e una mobilitazione con 30 bus da ogni città in crisi per andare a manifestare a Palermo in occasione della visita del ministro Martina.

Poi ha preso la parola l’assessore Cracolici: “Il governo regionale non è indifferente. La crisi di Vittoria è la crisi della Sicilia. Giovedì ci sarà un incontro con il ministro Maurizio Martina e ho chiesto di convocare anche i rappresentanti della grande distribuzione e dei grossisti per trovare un protocollo d’intesa tra produttori e venditori”.

“Lunedì mattina firmerò – ha proseguito - un decreto di 15 milioni di fondi per le scorte agricole che consentiranno una piccola boccata d’ossigeno”. Inoltre l’assessore si è impegnato per la richiesta dello stato di crisi e l’attuazione della clausola di salvaguardia nell’ambito degli accordi internazionali relativi alle esportazioni di prodotti ortofrutticoli.

A coloro che chiedevano che fine avessero fatto i fondi per il rimborso dei danni del ciclone Athos Cracolici ha risposto duramente accusando i precedenti assessori regionali di errori che hanno determinato la mancata erogazione dei sostegni.

“Aspetteremo quindi l’esito di quell’interlocuzione, nel corso della quale Cracolici chiederà la dichiarazione dello stato di crisi del mercato - ha concluso il sindaco Nicosia - la moratoria dei debiti agricoli e l’attuazione delle misure di salvaguardia dei nostri prodotti, e poi decideremo il da farsi. Se sarà necessario, metteremo a disposizione i mezzi per organizzare, in sinergia con tutti i sindaci della fascia trasformata, una grande mobilitazione ed una protesta nazionale del mondo agricolo”.

Foto Franco Assenza

Andrea Sessa