Evento
 

Presentato oggi al Castello Ursino il "Museo della Follia" curato da Vittorio Sgarbi

21 apr 2016 - 19:31

CATANIA –  È stato inaugurato oggi il Museo della Follia che sarà ospitato per i prossimi sei mesi all’interno del Castello Ursino di Catania, curato da Vittorio Sgarbi e realizzato da Giovanni Lettini, Sara Pallavicini, Stefano Morelli e Cesare Inzerillo

Il museo è allestito con oli, sculture e disegni dell’artista Antonio Ligabue, vari dipinti del pittore Pietro Ghizzardi, sculture di Cesare Inzerillo insieme ad altre centinaia di opere che raccontano la “pazzia” che ha colpito gli uomini dal 1600 in poi. All’interno dell’esposizione del “Museo della Follia” è possibile ammirare anche i documenti che raccontano la storia della legge 180, come una sorta di Wunderkammer dell’alienazione che espone camicie di forza, apparecchi elettroshock, apribocca, medicine, ritratti di pazienti psichiatrici.  

Il “Museo della Follia” è stato diviso in diverse sezioni come Tutti i Santi, con le sculture di Cesare Inzerillo, La Griglia che raccoglie fotografie e dipinti e la Scala dei Ricordi con gli oggetti abbandonati.

L’allestimento dell’esposizione è stato effettuato grazie alla collaborazione del Centro Studi & Archivio Ligabue di Parma, presieduto da Augusto Tota, e Fenice – Company Ideas con il patrocinio del Mibact, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turismo. 

Oggi in conferenza stampa di presentazione erano presenti l’assessore ai saperi e alla bellezza condivisa del Comune di Catania, Orazio Licandro, e il sindaco Enzo Bianco: “La grande rilevanza civile di questa mostra risiede nella possibilità data agli anziani di ricordare l’orrore che rappresentò la scoperta dei manicomi e dei reparti per gli irrecuperabili d’Italia degli anni settanta, e ai più giovani di comprendere perché non si debba tornare più indietro. Nel 1975 un grande giornalista catanese, Candido Cannavò, dopo un’agghiacciante inchiesta sui manicomi siciliani, annunciò la chiusura di quell’inferno dei vivi che era la ‘fossa dei serpenti’ dell’ospedale Garibaldi di Catania. Pochi anni dopo la nostra regione sarebbe stata tra le prime ad applicare la legge 180, ispirata a Franco Basaglia, promotore di quella riforma psichiatrica che consentì all’Italia di porsi all’avanguardia a livello mondiale. Basaglia sosteneva che la società, per dirsi cilive, doveva accettare tanto la ragione quanto la follia, invece di incaricare la psichiatria di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla in quei manicomi che erano ghetti, lager, in cui si consumava un piccolo olocausto quotidiano annientando esseri umani sofferenti nel sonno delle nostre coscienze. Il ‘Museo della Follia’ diventa così uno specchio che il curatore, Vittorio Sgarbi, ci pone davanti. Un po’ come fece Alda Merini scrivendo ‘La pazza della porta accanto’ “.

 

Francesca Guglielmino