Polemica
 

"Piazza dei Libri non si tocca": i ragazzi in difesa della biblioteca

16 nov 2015 - 19:14

CATANIA – Da giorni tramite social media e quotidiani, si assiste ad una querelle tra alcuni assessori del Comune di Catania e l’associazione culturale Gammazita, in particolare contro la biblioteca all’aperto Piazza dei Libri. L’accusa è quella di aver occupato una piazzetta, un piccolo slargo in piazza Federico di Svevia, per mettere dei libri. Secondo gli assessori, infatti, quella dovrebbe essere un parcheggio. Abusivo o meno, ma spazio per le macchine.

Ma cosa sia Gammazita forse è il caso di ricordarlo. Gammazita è un’associazione culturale che fa parte del circuito Arci,  riconosciuta a livello nazionale, ed  è nata tre anni fa aprendo i battenti in una piazzetta destinata a parcheggio. I ragazzi, tutti volontari, hanno deciso di recuperare questo spazio per poter fare attività sociali su un quartiere martoriato come quello di San Cristoforo. Da lì è iniziato tutto: riutilizzando i vasi che un lungimirante ristoratore, consapevole delle potenzialità del luogo, aveva deciso di mettere, aggiungendo solo i colori. 

Tante le iniziative portate avanti in questi tre anni, come la  scuola di circo sociale.

Il 13 novembre 2014 si sono aggiudicati il progetto P.A.R.I. (Valorizzazione della creatività urbana): un’idea del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con l’Ance e il Comune di Catania. Si tratta di un progetto lanciato per il recupero di spazi urbani disagiati attraverso volontariato e progetti sociali.

Nasce così Piazza dei libri che ha trasformato un luogo in degrado in luogo di cultura, grazie alle donazioni dei cittadini. Viene gestita da volontari gratuitamente per dare un servizio alla collettività.

Oggi questa piazzetta viene messa in discussione perchè secondo alcuni Gammazita dovrebbe pagare l’occupazione di suolo pubblico. Bisogna precisare però che una cosa è Gammazita ed un’altra Piazza dei Libri.

Ma, come sostengono i volontari, Piazza dei libri non è un locale con servizio ai tavoli ma un progetto di valorizzazione urbana; Gammazita d’altro canto, non è un “pub”, com’è stato definito, nè un “centro sociale” come sostenuto da altri negli ultimi giorni: è un’associazione culturale no profit, in affitto, regolarmente pagato.

Qualche giorno fa tramite i social media l’assessore Manlio Messina ha definito i ragazzi di Gammazita e Piazza dei Libri “zecche da disinfestare” aggiungendo che “Il vero problema è che se il centro destra fa clientelismo, fa schifo, se lo fa la sinistra, vedi caso piazza dei libri abusivi, si chiama cultura!!“.

I ragazzi non vogliono rispondere alle provocazioni ma si limitano a rispondere: “Non rispondiamo a provocazioni tramite social media, da parte di chi, evidentemente, non riesce a confrontarsi civilmente ed elegantemente con gli altri. Chi parla evidentemente non è mai venuto a Gammazita e non sanno realmente cosa sia“.

Viviana Mannoia