Ispezioni
 

Piante di cannabis e lavorazione in roulotte per circa 64 mila euro: coniugi catanesi in manette. VIDEO

12 ago 2016 - 07:30

ENNA - A distanza di poco meno di dieci giorni dal precedente rinvenimento di una piantagione, avvenuto i primi di agosto, i carabinieri del Comando Provinciale di Enna hanno portato a termine un’altra operazione antidroga.

Questa volta a cadere nella rete sono stati due coniugi catanesi, Alfio D’Antoni, 41 anni, pregiudicato, sorvegliato speciale, e la moglie Corradina Saitta, anche lei 41 anni, entrambi di Catania (nelle foto sotto da sinistra a destra). I due gestivano un orto di ben 160 piante di cannabis nella contrada Vallone di Fontana Murata del Comune di Centuripe, alte circa 1 metro ognuna e robuste, in avanzato stato di maturazione.

D'ANTONI SAITTA

L’operazione è scaturita da una prolungata attività di osservazione e di controllo sul territorio dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Nicosia e delle Stazioni di Centuripe e Troina. I Carabinieri, qualche giorno dopo il rinvenimento della piantagione di Contrada Carcaci, nel corso di un rastrellamento avevano individuato un’altra zona di coltivazione posta all’interno di un terreno privato, per il quale sono in corso accertamenti per risalire al proprietario. In un frutteto vi erano 160 piante di cannabis, alte 1 metro circa, mature ed una roulotte, apparentemente abbandonata, risultata poi essere il luogo della lavorazione dello stupefacente.

Subito dopo il rinvenimento della piantagione, sono iniziati i servizi di osservazione dei Carabinieri, fino a quando nella mattinata di ieri i militari, appostati a debita distanza, hanno visto giungere presso l’area interessata la coppia a bordo della propria autovettura e, dopo essere scesi dal mezzo, dirigersi verso la roulotte. I due coltivatori, bloccati dai Carabinieri, non hanno opposto resistenza e sono stati portati nella caserma del Comando Compagnia di Nicosia per le incombenze di rito.

Il controllo effettuato all’interno della roulotte, ha permesso di portare alla luce un vero e proprio laboratorio per la produzione ed il confezionamento della marijuana, ovvero un attrezzo trita foglie a livello industriale, bustine per il confezionamento, concimi e diserbanti, alcune piante di marijuana da poco raccolte e messe ad essiccare nel bagnetto della roulotte.

Il successivo sopralluogo compiuto nella proprietà permetteva di accertare che una porzione del fondo, delle dimensioni di circa un ettaro, era stata destinata a piantagione di marijuana, nella quale c’erano 160 piante di 1 metro, tra le quali erano facilmente individuabili diverse piante della nota qualità c.d. “olandese”. Tutte erano coltivate tra alberi di arance, quest’ultimi in evidente stato di abbandono, facendo presumere che il terreno venisse utilizzato solamente per gli scopi illeciti della coltivazione della sostanza stupefacente.

La coltivazione risultava essere irrigata da un impianto ben articolato e l’acqua per l’irrigazione veniva attinta da un vicino laghetto artificiale per mezzo di una pompa idrovora.

Dopo le incombenze di rito D’Antoni, che dovrà rispondere anche di inosservanza degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, è stato condotto nel carcere di Enna, mentre la moglie ai domiciliari a Catania, come disposto dal Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Enna, Stefania Leonte.

L’intera piantagione è stata posta sotto sequestro per i successivi accertamenti di laboratorio che determineranno la quantità di principio attivo della sostanza. La piantagione, a completa maturazione, avrebbe fornito un ricavo netto di circa 400 euro a pianta, stimabile pertanto in oltre 64 mila euro.

Redazione NewSicilia