Natale
 

Il pastorello col microchip. Tradizione e innovazione nel presepe di Caltagirone

25 dic 2015 - 06:00

CALTAGIRONE – Le tradizioni delle ceramiche calatine e del presepe fuse in un’unica forma. Ecco in sintesi la mission delle Ceramiche Puglisi, una piccola realtà di eccellenze siciliane conosciute e apprezzate in tutto il mondo ma quasi sconosciute nel Catanese. Nemo propheta in patria sarebbe il caso di dire.

Abbiamo incontrato la titolare dell’azienda, a conduzione familiare, Maria Savatteri, che con passione e impegno è riuscita a trasformare e innovare l’antica tradizione del presepe.

Il nostro lavoro nasce dall’amore per i presepi, dalla cura e dall’attenzione per i più piccoli dettagli e abbiamo avuto l’occasione di poter trasformare una passione in un lavoro” racconta Maria.

Un messaggio che ricorda Confucio: scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita. Maria e la sua famiglia sono riuscite a raggiungere questo difficile obiettivo.

Dietro ogni pastorello, pecorella, Re Magio, bue e asinello ci sono ore e ore di lavoro; sono interamente realizzati a mano, utilizzando forme tradizionali e moderne tecnologie per rendere ogni movimento il più naturale possibile. Ogni statuina è un piccolo capolavoro; i vestiti cuciti con passione e attenzione al dettaglio, utilizzando stoffe preziose e piccoli ricami.

La mia passione per i presepi e per la ceramica nasce quasi per caso, ho iniziato da autodidatta ma ho studiato come recuperare le antiche tradizioni, le forme che si usavano nel passato per poi renderle più attuali. Ho sempre amato i presepi in movimento, quei gesti che fanno le statuine rendendo ancora più vera l’atmosfera ricreata. Da questo amore, condiviso dalla mia famiglia è nata la sperimentazione: trovare meccanismi sempre più piccoli e ricercati per rendere il movimento fluido e naturale anche in statue molto piccole. Ma amiamo anche i presepi monumentali che impongono sfide e nuove idee, come il presepe che abbiamo realizzato sulla fontana di Tremestieri Etneo“.

Sofisticati microchip tra ceramiche e ricami ammirati in tutto il mondo: ospiti al Festivity di Milano e premiati a Mezzojuso, esportano i loro lavori anche in Brasile, dove sono richiestissimi dalle comunità italo-brasiliane.

Con i miei lavori – ci racconta Maria – voglio trasmettere serenità e gioia, portare la magia del Natale e la pace che infonde in tutte le case che ospitano le nostre opere“. 

Un’attività che dal 1998 è riuscita ad affermarsi in un mercato molto settoriale, come quello dei presepi, ma riuscendo, anche e soprattutto facendo rete con le altre fornaci, a creare un circuito culturale che richiama molti turisti e curiosi a Caltagirone. 

Il Comune di Caltagirone ha infatti creato una “card unica” per agevolare e incrementare il turismo nel periodo natalizio puntando su uno dei prodotti più tipici del Calatino: il presepe.

Per la prima volta la card unica dei presepi di Caltagirone promossa dal Comune fa registrare l’en plein – si legge nella nota stampa del Comune -. Tutti gli operatori del settore hanno, infatti, risposto presente all’avviso pubblico con cui il commissario straordinario Mario La Rocca li aveva invitati ad un’azione corale per mantenere alta la qualità artistica dei presepi e rendere conveniente, oltre che gradevole e consigliabile sotto molteplici aspetti, specie per le famiglie, la visita alla cittadina nel periodo natalizio“.

Una trentina i presepi selezionati inseriti nella card unica patrocinata dal Comune. Le attività di promozione potranno, quindi, essere svolte in Comune, ottimizzandole, a costi d’accesso ispirati all’esigenza di salvaguardare il binomio qualità – prezzo. Si tratta di un risultato che lo stesso ingegnere La Rocca definisce “significativo, in quanto viatico per una proposta turistica capace di presentarsi in maniera unitaria e, di conseguenza, più efficace. È una prova di maturità da parte degli operatori, un segnale sicuramente positivo, che induce a ben sperare“.

Riuscire a far diventare una passione un lavoro e trasformare la tradizione pur non modificandone l’anima, ecco il traguardo della famiglia Puglisi.

Viviana Mannoia