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Parco dei Nebrodi, gli scorci più belli tra fiumi e cascate

Parco dei Nebrodi, gli scorci più belli tra fiumi e cascate

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17 apr 2017 - 18:25

MESSINA – La primavera si fa sentire già da un po’, con le sue giornate lunghe, calde e luminose ci accompagna dritti dritti verso l’estate, la stagione più attesa. Intanto oggi è pasquetta e allora quale occasione migliore per un viaggio immersi nella natura tra animali, piante, alberi, ruscelli, laghi… No, non serve andare in chissà quale posto disperso del mondo. Tutto questo ce l’abbiamo proprio vicino a noi, nelle migliaia di riserve che la Sicilia vanta. 

Oggi in particolare vi vogliamo parlare di una delle aree naturali protette più vaste dell’isola, Il Parco regionale dei Nebrodi, in provincia di Messina. Istituito il 4 agosto del 1993, con i suoi 86.000 ettari di superficie, il parco accoglie ogni anno tanti turisti in cerca di una gita all’insegna della serenità e della pace che solo un paesaggio naturale così bello può trasmettere.

I Nebrodi, con Madonie e Peloritani, costituiscono l’Appennino siculo e raggiungono l’altezza di 1847 metri con il monte più alto, il Monte Soro.

Il parco è gestito dall’”Ente Parco dei Nebrodi”, ente di diritto pubblico sottoposto a controllo e vigilanza della Regione siciliana, e si divide in quattro zone, la zona integrale, la zona generale, la zona di protezione e la zona di controllo.

La riserva un tempo ospitava animali ormai estinti all’interno del parco, come il cervo, il lupo e il gufo reale. Rimangono invece esemplari di mammiferi, come volpi, istrici o ricci, di rettili, come la testuggine palustre, il gongilo o numerosi biacchi e natrici dal collare. Infine, in prossimità dei laghi, si possono ammirare anche anfibi come il rospo smeraldino siciliano e la rana verde minore. Tantissime naturalmente le specie di uccelli, ben 150, e di invertebrati, addirittura 600, di cui 100 nuovi per la Sicilia.

Immenso anche il patrimonio floristico. Boschi sempreverdi di sughera, ginestra spinosa, mirto, euforbia, lentisco e leccio. Ma anche caducifogli di quercete, leccete e poi arbusteti come il prugnolo, il biancospino e la Rosa canina.

Quali sono i punti di maggiore interesse?

Se si visita il Parco dei Nebrodi non si può fare a meno di fare visita alla Cascata del Catafurco, lungo il corso del San Basillo, dove è possibile anche fare un bagno rigeneratore nelle sue acque fresche. Poi ci sono il Lago Mauliazzo, sul Monte Soro, e le rocche del Crasto, raro esempio di rocce dolomitiche in Italia. Relax e trekking in uno scenario quasi fiabesco.

Un nostro lettore, Daniele Caccamo, ci ha inviato alcuni scatti che ci mostrano gli scorci più belli della riserva, catturati dalla sua macchina fotografica. 

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Clelia Mulà