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Palermo, dopo gli incendi la conta dei danni, M5S: "Crocetta chieda subito lo stato di calamità"

17 giu 2016 - 12:09

PALERMO - Dopo il disastro che ieri ha coinvolto circa 10 km di costa, con 500 roghi divampati nel giro di 36 ore che hanno distrutto quasi completamente il patrimonio boschivo siciliano, oggi è il momento della conta dei danni, il cui bilancio è drammaticamente destinato a salire. Numerose in queste ore le dichiarazioni provenienti dal mondo politico e sindacale.

I deputati del Movimento Cinque Stelle all’Ars, chiedendo l’impiego di tutte le forze per contrastare i roghi, hanno attaccato duramente il governatore Rosario Crocetta, accusandolo di essersi eclissato proprio nel momento in cui c’era più bisogno di lui: “L’esercito, la protezione civile e tutti i forestali disponibili. Si usino tutti i mezzi per contrastare l’inferno che sta inghiottendo la Sicilia. E se qualcuno riesce a rintracciare Crocetta, gli ricordi che è, purtroppo, ancora il presidente di questa Regione, e che in questi casi non può permettersi, come ha fatto, di sparire. Si appresti, anzi, a chiedere lo stato di calamità: i danni sono enormi. Le notizie che arrivano sono catastrofiche e mettono a nudo le falle di un sistema antincendio sicuramente da ripensare in toto. È ovvio che le condizioni climatiche hanno giocato tutte contro, ma l’improvvisazione della Regione gli ha spianato la strada. Non si può pensare agli incendi solo quando questi arrivano e sperare nella buona sorte. Contro lo scirocco e le temperature africane – concludono - c’è poco da fare, si cerchi quantomeno di non facilitargli il compito” . Ma questo è soltanto l’ultimo degli appelli che i deputati pentastellati hanno rivolto per sollecitare maggiore attenzione. Come affermano in una nota i deputati del M5S delle Commissioni Agricoltura e Ambiente infatti: “Sono circa 20 gli atti parlamentari con cui il MoVimento 5 stelle da anni denuncia, sia in Parlamento che nell’Assemblea Regionale Siciliana, l’assenza sia di adeguati piani di gestione e manutenzione che di un coordinamento delle varie autorità coinvolte per fronteggiare gli incendi legati a criticità territoriali di diversa natura. L’emergenza dello scirocco è solo una bufala per nascondere le reali responsabilità di istituzioni e Organi competenti. Non ci stupisce, infatti, che lo stesso assessore all’Ambiente della Regione Siciliana, Croce, abbia pubblicamente ammesso che in Sicilia non c’è una regia in caso di Incendi, per cui Protezione civile, Vigili del fuoco e Corpo forestale operano senza raccordo. Ci auguriamo che le forze dell’ordine e le altre autorità competenti – concludono i deputati 5 Stelle - facciano chiarezza non solo sulla dinamica ma anche sulle inadempienze che hanno scatenato l’inferno che in queste ore sta bruciando Palermo e diverse aree della Sicilia”.

Dura la reazione dei sindacati dei forestali che si dicono pronti a costituirsi parte civile, soprattutto dopo il presunto coinvolgimento di alcuni individui riconducibili ai forestali, accusati di aver appiccato i roghi: “Quando si vivono certi momenti c’è sempre il rischio di essere fraintesi, strumentalizzati e, come nel caso dei lavoratori forestali, anche di essere accusati di qualcosa che di fatto li danneggia ma soprattutto li ferisce e li mortifica. I pazzi criminali, colpevoli di tale catastrofe, andrebbero puniti con pene ben superiori a quelle previste, perché quanto cagionato non potrà essere in nessun caso ripagato”. Lo dichiarano i sindacati dei forestali, che intervengono in una nota unitaria firmata dai segretari Adolfo Scotti di Fai Cisl Palermo, Tonino Russo di Flai Cgil Palermo e Giuseppe La Bua di Uila Uil Palermo, che continuano: “Non è certamente il momento dei semplici proclami di facciata: come cittadini, come lavoratori, come amanti dell’ambiente e della nostra terra, bruciando il nostro posto di lavoro, i nostri campi, le nostre case, ci hanno ferito e dato l’ennesima mortificazione. Ma dobbiamo reagire; se si dà fuoco in una giornata caldissima e con forte vento, si ha la piena consapevolezza di fare un danno immane, noi però abbiamo il dovere non solo di denunciare ma di combattere con forza questi delinquenti, i piromani, sia che siano malati di mente, incoscienti alla ricerca di emozioni o seguaci di vecchie e pericolose pratiche agronomiche, collaborando con le forze dell’ordine nella ricerca e nell’individuazione dei responsabili di oggi ma anche nel futuro. Intendiamo dire “tolleranza zero” per chi usa il fuoco. Appellandosi infine alla Regione, i sindacati chiedono di smetterla una volta per tutte di cincischiare e di mettere nei tempi dovuti e nella misure necessarie le risorse economiche affinché tale settore esca dalla catalogazione dell’assistenzialismo per riprendere il ruolo di strumento di sviluppo e tutela ambientale che la nostra martoriata Sicilia merita”.

Tra gli incendi che hanno colpito il palermitano, vi proponiamo alcuni scatti realizzati da Raffaele Franco che ha immortalato nella loro drammaticità il rogo che ha interessato l’area di Monte Pellegrino, lambendo pericolosamente Palazzo Utveggio, gioiello in stile liberty e sede di un importante centro studi.

Teresa Calabria

Redazione NewSicilia