Tragedia
 

Oggi le esequie di Salvatore Failla. I familiari: "Non vogliamo i funerali di Stato, era solo e abbandonato"

Oggi le esequie di Salvatore Failla. I familiari “Non vogliamo il funerale di Stato, era solo e abbandonato”

11 mar 2016 - 09:02

CARLENTINI - Bandiere a mezz’asta, lutto cittadino e un’intera cittadina che piange la morte di Salvatore Failla, uno dei due tecnici della Bonatti ucciso in Libia.

Non verranno celebrati i funerali di Stato, come espressamente richiesto dalla famiglia. Nella chiesetta di Santa Tecla, questo pomeriggio, non ci sarà nessuna medaglia, solo le lacrime di chi vorrà stringersi al dolore dei familiari. 

Salvatore Failla era “solo e abbandonato” hanno detto i familiari.

La bara è già lì, davanti all’altare, ornata di fiori e dell’affetto dei suoi cari. 

I funerali cominceranno alle 15,30 e verranno celebrati dall’arcivescovo Salvatore Pappalardo, alla presenza, tra gli altri del sindaco, Giuseppe Basso.

Al momento è una sola la domanda che rimbomba nella testa della moglie Rosalba e delle due figlie: cosa è accaduto a Salvatore?  

Ciò che è certo è che neanche l’autopsia sul corpo della vittima è stata risolutrice.

Secondo Francesco Caroleo Grimaldi, legale della famiglia Failla, l’autopsia a Tripoli “è stata una macelleria”.

“Sono stati estratte parti di tessuto corporeo per rendere impossibile l’individuazione dei fori di ingresso e di uscita nonché la distanza da cui i colpi sono stati esplosi e la posizione in cui si trovava la vittima” ha detto l’avvocato.

Secondo il medico legale sarebbe addirittura impossibile risalire all’arma: ”L’assenza dei proiettili non ci fa risalire all’arma, l’assenza dei fori non ci fa risalire alla distanza dello sparo – riferiscono il professor Orazio Cascio e la professoressa Luisa Regimenti – . Alcuni fori sono stati prelevati per motivi di indagine locale. È chiaro che per i fori di entrata e di uscita si procede a un esame istologico, ma a noi non hanno consegnato nulla perché non abbiamo né il rapporto dell’eventuale medico italiano né quello del medico legale libico”.

”I fori sono circa sei, ma la situazione di fronte alla quale ci siamo trovati non ci consente di dare ulteriori spiegazioni perché l’autopsia è stata eseguita altrove, non ci sono stati restituiti i vestiti della vittima né abbiamo un video dell’autopsia, eseguita dai medici legali di Tripoli”.

Marco Bua