Memoria
 

L'Etna ricorda con una scultura in pietra lavica Angelo D'Arrigo

26 mar 2016 - 20:21

NICOLOSI - Un giorno dedicato ad Angelo D’Arrigo, appassionato di volo sportivo e scomparso 10 anni fa in seguito a un incidente di volo a Comiso.

Oggi, a 2000 metri di altitudine, precisamente al Rifugio Sapienza, numerose persone si sono riunite ad ammirare una scultura in pietra lavica realizzata da Luca Zuppelli in ricordo di D’Arrigo. 

La manifestazione ha visto solo un volo simbolico di alcune lanterne: a causa delle condizioni meteo sfavorevoli, infatti, una parte dell’evento è stata rinviata a maggio. A ricordarlo, dopo aver liberato delle poiane, è Laura Mancuso, moglie di D’Arrigo e presidente della fondazione a lui intitolata: “Angelo ci ha lasciato la capacità di sognare. Oltre a essere uno sportivo, era anche amante della natura. È grazie al suo impegno che ci siamo mossi per le gru siberiane, specie in via d’estinzione”.

Lui, che è nato il 3 aprile del 1961 a Catania e che vissuto a Parigi fino al 1984, ha sempre coltivato la passione e il sogno di volare, fino a diventare campione di volo e superare la vetta dell’Everest. 

Ma non solo, sfruttando i materiali di oggi, è riuscito a confermare la tesi della “Piuma” di Leonardo da Vinci, sviluppata nel Cinquecento. 

Oggi tutti lo ricordano e ne apprezzano ancora lo spirito libero e l’amore per la natura.

Redazione NewSicilia