Presentazione
 

"Nessuno resti indietro", l'associazione che protegge i cittadini

23 set 2016 - 18:33

CATANIA - Con parole sincere e vibranti, il dottor Ernesto Calogero ha presentato l’associazione  “Nessuno Resti Indietro”, di cui lui stesso è presidente: “In un momento in cui le istituzioni vacillano e persevera un clima di profonda confusione occorre aiutare la gente a far sentire la propria voce”, ha detto nei locali di via Galermo.

Accanto a lui, i vice presidenti Carmelo Marino e Alessio Zizzo oltre alla segretaria Elisa Marchese.

“Grazie alla volontà e alla solidarietà di tante persone - continua Calogero - abbiamo messo in campo un pool di professionisti che potranno dare risposte certe e concrete a tutti quelli che si rivolgeranno alla nostra associazione. Avvocati, medici, architetti, ingegneri, esperti nella sicurezza, esperti nel diritto del lavoro e nella formazione professionale, sindacalisti, commercialisti, professori e consulenti per adoperarsi contro le ingiustizie e le prevaricazioni che colpiscono, nella maggior parte dei casi, le fasce sociali più deboli”.

Un’iniziativa unica e, per molti, di fondamentale importanza in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. 

Quattro gli sportelli attivi dell’associazione: due a Catania, in via Galermo 97 e via Turrisi Colonna 5, uno a Palagonia ed uno a Trecastagni.

“È fondamentale agire tutti insieme per migliorare e far progredire la nostra società – dichiara il dottor Carmelo Marino -. Uno scopo su cui stiamo investendo grandi energie e risorse”.

“All’associazione – fa eco Alessio Zizzo – potranno rivolgersi tutti coloro che sono vittime di piccole o grandi ingiustizie come le bollette impazzite oppure la cessazione di contratto in forma unilaterale. Costruiremo, quindi, una catena di informazioni dove al centro di tutto ci sarà sempre il cittadino”.

E ancora, prosegue la segretaria Marchese: “Vogliamo espanderci giorno dopo giorno con la consapevolezza che punteremo a toccare temi a carattere regionale e provinciale. L’impegno dev’essere massimo perché il lavoro da fare, in questo contesto, è enorme”.

Redazione NewSicilia