Teatro
 

Neon e Sabbagh in INVASIONI: quando la diversità diventa normalità

26 ott 2016 - 18:45

VIAGRANDE - Al NeonTeatro di Viagrande arriva una produzione dal forte impatto artistico ed emotivo. La diversità diventa normalità grazie alla nuova opera di Monica Felloni e alla partecipazione di Mustafa Sabbagh.

Si chiama INVASIONI lo spettacolo che andrà in scena dal 25 al 27 novembre nel Teatro di Viagrande Studios e al quale partecipa il fotografo italo-palestinese mettendo a disposizione la sua arte. Il Teatro serve a mostrare ciò che fino a quel momento è invisibile. “L’aratro dei sogni fa solchi profondi”, dice la voce narrante in uno dei passaggi dell’opera. Così Monica Felloni mette in azione una libertà espressiva attoriale che si intreccia come l’ordito di un tappeto prezioso. La regista dipinge con tratto preciso, riduce l’azione scenica fino alla forma perfetta, ispira, incanta, emoziona per comunicare la propria visione della vita che si alimenta e si combina con quella degli interpreti come un unico respiro creativo. Tutto condensato. La quotidianità sintetizzata, quella fatta di stupore, commozione, gioia, riflessione, turbamento, riso, speranza, forza, consapevolezza, semplicità. La semplicità di essere, di esserci, puntando sempre al “miglioramento”, perché “miglioramento è una delle parole della Terra”.

Corpi amalgamati, corpi che danzano, corpi che cantano, corpi che recitano, corpi che si muovono. Corpi che invadono lo spazio, che invadono quel che vede l’occhio, quel che vede la mente; corpi che si invadono, che entrano in contatto, che abbracciano, che sono di vita elogio, trionfo. La diversità è un guscio. Guscio estetico, guscio fisico, guscio anagrafico, guscio cromatico. Un guscio da penetrare, da invadere, senza violenza. È dentro il guscio che si dipana l’universo di emozioni, di visioni, di relazioni.

Quei corpi donati dalla Vita. Aggrappati ad una fune come un neonato al cordone. Non importa la forma, è il cuore che deve battere, che vuole battere. Ed il cuore batte forte, fortissimo fin dalla prima, suggestiva scena dell’opera della Felloni. Ed è un cuore che batte forte, fortissimo quello tatuato sull’avambraccio di Mustafa Sabbagh, trafitto da un’ancora che non lo uccide, ma lo anima, irradia gocce di sangue come luce, come semi sparsi. L’avambraccio che gli permette di reggere il suo pennello, il suo scalpello, la sua lanterna sulla società, quella macchina fotografica che lo ha reso uno dei 100 fotografi più influenti al mondo e uno dei 40 ritrattisti di nudo (unico fra gli italiani) più rilevanti su scala internazionale.

“Abbiamo voluto dedicare le visioni di Invasioni – spiega Piero Ristagno, direttore artistico di Neon – a Sabbagh con il quale ci siamo ritrovati in perfetta sintonia. La nostra invasione è comunicazione; lo spettacolo è strutturato come una composizione letteraria in cinque capitoli. Ogni attore a modo suo esprimerà l’universo che ognuno racchiude, che ognuno di noi racchiude, coinvolgendo anche il pubblico. Nulla sarà distante. Nulla sarà lontano. Invadiamoci. Invadeteci”.

Redazione NewSicilia