Problematiche
 

Misterbianco, il 'caso irrisolto' della Leonardo Sciascia

15 set 2016 - 06:13

MISTERBIANCO - Una situazione che si protrae da anni ormai, continuamente segnalata ma mai risolta.

Sintesi chiara e lineare quella che racchiude un vero e proprio ‘caso irrisolto’ all’Istituto Comprensivo Leonardo Sciascia di via Portella della Ginestra, a Misterbianco: facciamo riferimento ad una viuzza che porta in un terreno di proprietà privata, dove esiste uno spiazzale per parcheggiare le macchine dei genitori che accompagnano i propri figli a scuola o per gli insegnanti.

In quella stradina sono autorizzati a circolare autoveicoli e i pulmini scolastici che prelevano i bambini per portarli a scuola. Il fatto, in verità, è un mix di inciviltà cittadina e mancata attenzione dell’amministrazione comunale.

A segnalarci il tutto è stato Antonio Paratore, genitore di un alunno che frequenta la Leonardo Sciascia: “La sicurezza per i bambini viene a mancare. Non c’è ordine pubblico, la frazione è in totale abbandono” ha esordito.

Poi ha approfondito: “Da anni inciviltà e menefreghismo sono elementi che regnano sovrani nella zona di via Portella: quando si cerca di entrare/uscire dalla scuola si ripercuote sempre un problema. Macchine che non sostano nell’apposito parcheggio ma che preferiscono posteggiare in mezzo alla strada, provocando traffico e ingorghi lunghissimi, senza permettere ai pulmini stessi di giungere o lasciare la scuola. A prescindere da questo, è un problema che tutti i genitori ed io personalmente abbiamo segnalato all’amministrazione. Ho parlato con il delegato sindaco della frazione tempo fa, mi aveva assicurato che questo problema sarebbe stato prontamente risolto. Chiacchiere inutili. Non si parla di pignoleria, ma soltanto di sicurezza. Può capitare che un bambino inizi a correre uscendo da scuola, come può capitare che salti dal muretto del parco giochi vicino all’istituto: potrebbe succedere qualsiasi cosa in mezzo a tutte quelle macchine. Avevamo dato dei suggerimenti per risolvere il problema e possiamo pure capire che le nostra idee non possano essere messe in atto, ma non siamo noi ad essere pagati per risolvere questo tipo di situazioni“.

Ci sono due ingressi - ha proseguito -: quello principale in via Portella e quello secondario a cui si può accedere attraversando la viuzza di cui vi parlo, che in poche parole sarebbe l’accesso all’istituto per i pulmini. Non si riescono a raggiungere i cancelli della scuola, perché non si è pensato, ad esempio, di fare un apposito passaggio pedonale? Tra l’altro sostano anche dei motorini che percorrono la strada ad altissima velocità. Abbiamo richiesto l’intervento svariate volte, ma nessuno è mai venuto quantomeno per controllare di persona che tutto questo accade, e accadrà, praticamente ogni giorno”.

problemi, però, non sembrano essere finiti qui: “Tutti i genitori si sono mobilitati al fine di far ripulire degli alberi di pino adiacenti all’istituto a causa della presenza del verme detto “processionaria” che cresce sopra gli alberi, abbastanza pericoloso per i nostri figli. Basta soltanto passeggiare lungo quella zona per ingurgitare o avere addosso qualche pelo che provoca forte irritazione e nei casi più gravi choc anafilattico”.

In effetti è tutto vero: la processionaria è un insetto che può facilmente mettersi in contatto con la pelle umana o con le vie respiratorie/digestive. In casi rarissimi ci sono anche stati dei danni permanenti alla vista, in quelli più ordinari forte congiuntivite. Per gli animali invece, specie per i cani, può essere anche mortale. Ne è stato ripulito uno soltanto, ma il baco continua a riprodursi.

Avremo modo di dare domani voce alle istituzioni per capire se ci si è veramente mossi o meno in merito ad un problema che forse guardandolo dall’esterno potrebbe sembrare banale, ma per chi vive dentro la situazione è piuttosto serio.

Intanto non è finita qui. Anche il parco giochi sembra essere un posto dimenticato dall’amministrazione: “È stato realizzato dal Comune che però non lo cura più, non c’è nessuno che si occupa di pulire il posto dove bambini e ragazzi giocano. Lì ci sono altri alberi di pino con possibili casi di processionaria. Se non fosse per i proprietari del chiosco vicino alla scuola che lo puliscono una volta tanto, e nonostante non gli appartenga facendo quello che possono. Altrimenti sarebbe una discarica”.

Ma a Misterbianco la parola ‘discarica’ è nuova, non è così?

 

Redazione NewSicilia