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Il ministro Alfano ad Adrano. Inaugurato asilo intitolato al bimbo morto sulla spiaggia

Il ministro Alfano ad Adrano. Inaugurato asilo intitolato al bimbo morto sulla spiaggia

14 mar 2016 - 10:21

ADRANO - Grande attesa questa mattina per l’arrivo del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per l’inaugurazione del’asilo nido comunale intitolato al piccolo Aylan Kurdi, il bimbo migrante, il cui corpicino è stato restituito dal mare in una spiaggia di Bodrum, in Turchia.

L’asilo, che in attesa del completamento dei lavori di restauro era stato trasferito nella sede della “Fondazione Casa dei bimbi Sangiorgio Gualtieri”, riapre oggi con una cerimonia “in pompa magna” alla presenza, tra gli altri, del ministro Alfano, del sindaco di Adrano Pippo Ferrante, del sottosegretario Giuseppe Castiglione, del prefetto Maria Guia Federico e degli onorevoli D’asero e La Via. 

Una cerimonia molto partecipata e sentita soprattutto dai bambini dei circoli didattici della cittadina pedemontana “armati” di bandierine tricolore, magliette e cappellini colorati in attesa di intonare le note dell’Inno di Mameli in presenza del ministro.

“Si parla tanto di immigrazione - ha detto Alfano - ma nessuno dice che per superare la paura bisogna fare più figli perché un paese senza culle è un paese senza futuro e noi vogliamo un grande futuro per l’Italia e per gli italiani anche sostenendo tutti i papà e le mamme in difficoltà. Oggi dedichiamo proprio a un bambino che purtroppo non c’è più una scuola dell’infanzia perché dalla tragedia della sua morte dobbiamo trovare le motivazioni per salvare il futuro dei nostri bambini”.

L’asilo nido è stato restaurato e riaperto grazie ai finanziamenti della Regione Siciliana e del Ministero dell’Interno, attraverso il Pac, Piano di Azione e Coesione, che finanzia i servizi per l’infanzia.

Il dirigente, Gabriele Savoca, ha fatto “gli onori di casa” accompagnando il ministro all’interno della struttura tra gli applausi e i saluti dei bambini e degli operatori dell’infanzia.

All’ingresso dell’asilo, un graffito raffigurante l’immagine del piccolo Aylan proprio a ricordare un momento buio per l’umanità dal quale poter ripartire. 

“Prima si salva la vita – ha continuato il ministro - poi gli si chiede se è un profugo e gli si fanno le domande e si organizza un nuovo destino. Questo bambino ha cambiato tanto l’Europa. Noi avevamo messo l’Italia dalla parte giusta della storia, questo bambino ha messo l’Europa dalla parte giusta della storia”.

“La soluzione per fermare le stragi non può che essere europea – conclude -. Noi dobbiamo proteggere le frontiere esterne dell’Europa per rendere la circolazione non solo libera ma anche sicura. Fuori da una soluzione europea non c’è soluzione”.

Marco Bua