Dibattito
 

Migrazione, Nicolini oggi a Catania: "Di accoglienza non si muore"

Migrazione, Nicolini oggi a Catania: “Di accoglienza non si muore”

16 mar 2016 - 20:30

CATANIA - “Oggi il problema ‘migrazione’ viene strumentalizzato politicamente, per questo è fondamentale parlarne proprio dentro le Università: è attraverso la cultura che dobbiamo stimolare i giovani a spingere verso la creazione di politiche di cooperazione internazionale“.

Non ha peli sulla lingua Giusi Nicolini, la sindaca di Lampedusa, oggi in visita a Catania in occasione della tavola rotonda “Migranti e territorio” che si è svolta al Monastero dei Benedettini, sede del dipartimento di Scienze Umanistiche.

Un dibattito a cui hanno partecipato, tra gli altri, il primo cittadino del capoluogo etneo Enzo Bianco e l’operatore umanitario Giovanni Sciolto, proprio nel giorno in cui il Senato ha approvato in via definitiva l‘istituzione, il 3 ottobre, della Giornata della memoria delle vittime dell’immigrazione. Come dimenticare quel giorno, il 3 ottobre 2013, quando 366 persone annegarono per l’affondamento di un barcone.

Ma il punto è che la guerra non lascia tregua e che il fenomeno “migrazione” non accenna a placarsi, anzi. Lo sa bene la Sindaca Nicolini che oggi ha messo in luce un problema fondamentale: quello geografico strettamente collegato all’isolamento.

“L’Europa ha condannato i Siciliani ad un destino di frontiera - ha affermato la Nicolini, che sull’esperimento hot spot ha asserito - Sembra una banale scusa per lasciare tutti i migranti in Italia e in Grecia”.

Sarebbe stato un atteggiamento “poco lungimirante” quello adottato dal Parlamento Europeo per la Nicolini, che nel novero delle cause dell’immigrazione mette anche i cambiamenti climatici.

“Non posso accettare che l’Europa, un continente dove vivono 4 milioni di abitanti, non sia in grado di accogliere quei 15 mila migranti che adesso restano dall’altra parte del filo spinato lungo la rotta dei Balcani - conclude la sindaca di Lampedusa -. Di accoglienza non si muore e la grande impresa di Lampedusa ne è un esempio”.

Vittoria Marletta