Ritrovamenti
 

Marzamemi, recuperati relitti di una Chiesa Bizantina nei fondali marini

3 ago 2016 - 17:24

MARZAMEMI –  A seguito del progetto Maritime Heritage Project, un’iniziativa per la gestione del patrimonio culturale legato al paesaggio marino nonché allo studio delle antiche rotte e la comunicazione via mare al largo della costa sud-orientale della Sicilia, la Stanford University e la Soprintendenza del Mare hanno iniziato le operazioni di rilievo e scavo archeologico sulla cosiddetta “Chiesa Bizantina” situata su un fondale di 8 metri nelle secche appena a nord del piccolo borgo di pescatori di Marzamemi.

Il relitto e il suo carico, studiato negli anni ‘60 dal pioniere dell’archeologia subacquea Gerhard Kapitän, è probabilmente affondato mentre trasportava elementi architettonici prefabbricati per la costruzione di una chiesa tardo-antica.

Il lavoro svolto fino ad oggi prevede il rilievo e lo studio del relitto e del suo carico ma il progetto prevede un approccio più ampio verso il patrimonio culturale; decifrare le cause del naufragio nel contesto della storia marittima mediterranea locale, al fine di promuovere la tutela e la valorizzazione del sito, per favorire lo sviluppo culturale e turistico di questa zona della Sicilia attraverso la realizzazione di nuovi spazi espositivi, itinerari eco compatibili e itinerari culturali subacquei. 

Numerosi i reperti recuperati fino ad oggi: colonne in marmo, capitelli, blocchi in marmo, frammenti di ambone, chiodi e alcune tracce di legno. I materiali recuperati sono fin da subito sottoposti ai primi trattamenti di desalinizzazione e di restauro a cura della squadra di studenti diretti dal restauratore Andrea Gobbi.

Inoltre è in fase di realizzazione la restituzione tridimensionale dell’intero sito oltre che dei reperti a cura del gruppo di lavoro dell’Università Suor Orsola Benincasa guidato da Leopoldo Repola.

La campagna di ricerche 2016 è iniziata nel mese di luglio e si concluderà a fine agosto. Il progetto è realizzato dall’Università di Stanford e dalla Soprintendenza del Mare con il supporto logistico del Diving Center “El Cachalote” di Marzamemi.

Preziose le collaborazioni scientifiche al progetto e le provenienze degli studenti tra le quali INA – Institute of Nautical Archaeology, Brock University, University of Toronto, University of California – Berkeley, Carleton University, Oxford University, Fleming College, Texas A&M University, Università di Catania, Università La Sapienza di Roma e Università di Sassari.

 

Fonte immagini: Soprintendenza del Mare

Rossana Nicolosi