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Manuela Villa: “Mio padre dimenticato da Sanremo nel trentennale della sua scomparsa”

Manuela Villa: “Mio padre dimenticato da Sanremo nel trentennale della sua scomparsa”

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8 mar 2017 - 17:07

CATANIA - Voce potente ed armoniosa. Sorriso rassicurante e carattere solare. Questo è quello che si pensa quando si parla di Manuela Villa, artista poliedrica innamorata della musica. Impegnata al Salone Margherita in “Roma Canti, balli e poesia del popolo romano” per la regia di Pier Francesco Pingitore, la incontriamo dietro le quinte di “Meraviglioso” tra nuovi impegni e amore per il padre Claudio dimenticato da Sanremo nel trentennale della sua scomparsa.

Ogni domenica è protagonista al Salone Margherita interpretando canzoni e balli romani dall’Ottocento ad oggi.

Come nasce questo spettacolo e con quale spirito affronta questo nuovo progetto?

Mi è stato proposto da Pingitore che aveva già diretto Gabriella Ferri e non ho potuto fare altro che accettare con gioia. Non ho mai voluto affrontare la romanità, perché ho sempre avuto paura di interpretarla in maniera sbagliata. Sono convinta, ed anche per questo ho accettato, che Roma con il suo carattere, la sua musica e la sua poesia vada portata e vissuta in teatro e quindi con eleganza. Sono davvero felice di aver dato vita a questo progetto e dato spazio alla mia Roma”.

L’anima di Manuela Villa si divide tra Roma e Catania, perché per metà è figlia dell’Etna. Quando ritorna in Sicilia qual è il suo primo gesto?Vado subito a casa mia e dalla mia famiglia. Non posso fare a meno di assaporare la mia terra in tutte le sue meraviglie”.

Il suo ultimo disco “Chiamo Amore” dal sound accattivante le ha permesso di aggiungere al suo pubblico di fedelissimi una nuova fetta di seguaci diversa ed anche più giovane…Ho sempre emozioni da tirar fuori, perché è giusto dare spazio ai sentimenti. Grazie a Dio ho avuto in dono questa voce e cerco come meglio posso di esprimere le parole del cuore”.

Si è da poco concluso il 67° Festival di Sanremo durante il quale il ricordo dei trent’anni della scomparsa di suo padre Claudio è stato solamente accennato. Su questa dimenticanza è stato detto di tutto ma qual è la sua opinione in merito?

Credo sia stata una svista molto infantile degli addetti ai lavori. La mia presenza sul palco non era necessaria ma sicuramente Claudio Villa andava ricordato come artista di grande prestigio e vanto, non solo per l’Italia, da far conoscere alle nuove generazioni. Questo, secondo me, sarebbe stato il vero omaggio da fare ad un artista come lui”.

Quali sono i suoi prossimi impegni e quando la rivedremo in Sicilia?Il 22 marzo debutterò al Salone Margherita in ‘Per un pugno di sgay’ con Martufello e dal prossimo inverno gireremo l’Italia anche con ‘Roma Canti, balli e poesia del popolo romano e probabilmente passeremo anche da Catania ma il calendario è ancora da definire.

Elisa Guccione

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Redazione NewSicilia