Commemorazione
 

La mafia 33 anni fa uccideva Pippo Fava: corteo silenzioso in suo onore a Catania

5 gen 2017 - 19:14

CATANIA - Ci sono situazioni nella vita in cui, come si suol dire, “il silenzio vale più di mille parole“. Oggi a Catania si respirava un’atmosfera che spiega più che mai il significato di questo detto.

Non erano in tanti, un centinaio forse, a marciare da piazza Roma fino a via Fava, per ricordare Giuseppe, detto Pippo, Fava: il giornalista che la mafia uccise il 5 gennaio del 1984. Per il suo omicidio furono condannati diversi esponenti del clan Santapaola, anche se all’inizio sia la stampa sia la polizia lo etichettarono come “delitto passionale“.

A distanza di 33 anni il ricordo non vuole morire, e la manifestazione di oggi, chiamata “Mille passi con Giuseppe Fava” si poneva proprio questo obiettivo. 

Erano presenti persone di tutte le età: dai più anziani, che Fava l’hanno conosciuto, ai ragazzi, fino a genitori con i bambini portati in spalla, nella speranza di poter lasciare nelle loro ancora giovanissime menti un ricordo ed un messaggio forte: “non dimenticare“. Il tutto capeggiato da uno striscione con su scritto “I Siciliani giovani”. Tantissime le associazioni ad aver aderito: si parte, ovviamente, dalla Fondazione Fava, continuando con I Siciliani Giovani, Gapa, Anpi, Arci Catania, Associazione Giambattista Scidà, Azione Civile, Catania Bene Comune, Città Felice, Città Insieme, Comitato per il no, Comitato Addiopizzo, Comitato Porto del Sole, Gammazita, Officina Rebelde, Prc Catania e U Liotru.

Un’altra presenza però fondamentale era quella dei piccoli componenti dell’orchestra di Librino. Questi bambini, davanti a tanta gente e con le telecamere puntate, hanno abbattuto l’emozione e sollevato un coro di voci bianche, sotto la lapide in memoria del giornalista, che proprio lì fu ucciso. 

L’organizzazione Fava ha così donato due strumenti musicali al coro; in memoria sia della figlia, scomparsa l’anno scorso, Elena Fava, sia dello stesso Giuseppe; era presente anche l’assessore alla legalità del Comune di Catania Rosario D’agata. 

Dopo il coro dei bambini è avvenuta la deposizione della corona di fiori sulla lapide. Il corteo è finito qui, nella speranza però che il ricordo e la lotta alla mafia non finiscano mai

 

Omar Qasem