Lavoro nero
 

Lotta allo sfruttamento: al setaccio nove aziende, denunciati tre imprenditori

Lotta allo sfruttamento: al setaccio nove aziende, denunciati tre imprenditori

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10 giu 2017 - 18:06

SIRACUSA - I carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Siracusa continuano senza sosta l’attività di contrasto allo sfruttamento del lavoro in agricoltura, complesso ed allarmante fenomeno che, secondo alcune fonti, coinvolge in Italia circa 400.000 lavoratori.

Siracusa non ne è certo esente, tanto che la prevenzione della problematica è stata inserita tra le priorità delle linee programmatiche individuate per quest’anno da parte dei carabinieri, come sottolineato dal comandante provinciale, Luigi Grasso che, proprio in occasione della celebrazione del 203° anniversario dell’Arma del 5 giugno, ha dichiarato: “Ulteriore impulso conferiremo alle attività di prevenzione del lavoro nero, del caporalato e dell’abusivismo commerciale, fenomeni difficili da debellare, una piaga che anemizza l’economia sana del territorio e penalizza il lavoratore, già provato da stringenti difficoltà. Recenti operazioni dimostrano come gli sforzi investigativi nello specifico settore siano costanti; di certo dedicheremo ancora ampia disponibilità alla Direzione Territoriale del lavoro con cui abbiamo già avviato proficui percorsi operativi nella lotta al sommerso”.

Dopo i risultati ottenuti con l’applicazione per la prima volta in Sicilia della nuova normativa di settore, con sottoposizione di un’azienda agricola all’amministrazione controllata al fine di ripristinare regolari condizioni lavorative di alcuni braccianti agricoli, a seguito del controllo da parte dei carabinieri, i militari del NIL in questi ultimi giorni hanno proceduto ad ulteriori verifiche individuando ulteriori irregolarità.

D’intesa con il dirigente dell’Ispettorato territoriale del lavoro ed in stretta sinergia con i militari del comando provinciale carabinieri di Siracusa, negli ultimi due mesi, hanno effettuato nove accessi ispettivi in altrettante aziende operanti nel comparto agricolo delle campagne di Siracusa, Portopalo C.P., Lentini, Floridia, Noto e Rosolini, al fine di accertare violazioni in materia di sicurezza e lavoro nero.

Sono state verificate 84 posizioni lavorative, di cui 19 afferenti cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia; scoperte 7 posizioni in nero e 34 irregolari; un’azienda sottoposta a sospensione per impiego di manodopera in nero; contestate sanzioni amministrative per 35.000,00 euro; contestate (ad opera dello Spresal dell’ASP di Siracusa) contravvenzioni per circa 15.000 euro; recuperati contributi INPS per circa 20.000 euro.

Sono inoltre al vaglio della procura della repubblica le posizioni di tre imprenditori agricoli, uno perché utilizzava un sistema di videosorveglianza per il controllo a distanza del lavoro dei dipendenti nel capannone in cui si svolgeva il confezionamento di prodotti in cassetta; un altro occupava uno straniero privo del permesso di soggiorno e il terzo imprenditore aveva omesso di versare i contributi in favore dei propri dipendenti.

Le pene sono molto severe: reclusione da uno a 6 anni e multa da 500 euro a 1000 euro per ogni lavoratore sfruttato e sono previste aggravanti che dipendono dal numero dei lavoratori sfruttati e se vi sono stati episodi di minaccia o violenza contro i lavoratori. La norma definisce persino quali sono i tratti caratterizzanti lo sfruttamento. Tra di essi si citano: la corresponsione reiterata di paghe sensibilmente più basse di quelle contrattuali, la violazione delle norme sui riposi e sull’orario di lavoro, l’utilizzo dei lavoratori in ambienti insalubri o la loro esposizione a sistemi di videosorveglianza.

Le ispezioni dei carabinieri proseguiranno con particolare attenzione, per rendere presente lo stato nel delicato settore produttivo, a tutto vantaggio di coloro che operano nel rispetto delle leggi.

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Redazione NewSicilia