Petizione
 

"L'Italia non si travella", Greenpeace pronta a combattere

“L’Italia non si travella”, Greenpeace pronto a combattere

5 mar 2016 - 17:39

CATANIA – Oggi i volontari di Greenpeace sono entrati in azione in ben 25 città di tutta Italia, tra cui Catania, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul referendum del 17 aprile, quando gli italiani saranno chiamati a dire la loro sulle trivellazioni in mare.

I volontari sul lungomare di Catania hanno informato i cittadini, poi hanno fatto un blitz alla Playa mostrando un’immagine surreale di uno dei luoghi più famosi della città per diffondere un chiaro messaggio: “L’Italia non si travella“, come ripete il titolo della campagna stessa.

L’immagine rappresentava un’Italia sporcata dal petrolio, creata per mostrare “l’incompatibilità tra la nostra identità e la nostra cultura e la strategia energetica del governo”.

L’idea di mostrare un volto sfigurato dei monumenti delle città serve anche a chiarire che in gioco non ci sono solo il mare e le comunità costiere: la minaccia riguarda tutti gli italiani, anche quelli che vivono nei centri urbani lontano dalle coste.

Chiediamo a ogni italiano di partecipare al referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile. È un appuntamento che riguarda il Paese nella sua interezza, non solo alcuni territori” dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace.

Le motivazioni sono chiare: in ballo ci sono il futuro del nostro pianeta, la scarsissima occupazione che potrebbe venire dalle trivelle contro l’enorme perdita di posti di lavoro che potrebbero subire il turismo e la pesca, la qualità dell’aria delle città e la speranza dell’eliminazione dello smog.

Il 17 aprile possiamo scegliere che Paese vogliamo diventare: ostaggio delle lobby fossili o una comunità vitale che guarda al futuro e alle energie pulite” conclude Boraschi.

Ecco la petizione di Greenpeace.

Roberta Rapisarda