Incontro
 

All’istituto “Karol Wojtyla” di Catania il racconto delle foibe

20 feb 2016 - 17:18

CATANIA - La celebrazione “Giorno del ricordo, in memoria delle vittime delle foibe. Cultura e cucina ebraica”, partecipata e accolta da un parterre ricco di alunni e rappresentanti istituzionali, è iniziata nell’aula magna dell’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla” di Catania, moderata da Lella Battiato, con l’esibizione del violinista Alfio Grasso.

Il dirigente Daniela Di Piazza dà il via ai lavori sottolineando l’importanza dell’evento, organizzato dall’Istituto insieme alla Fidapa sezione di Gravina di Catania con il quotidiano La Sicilia. Un apporto significativo alla manifestazione viene dal viceprefetto aggiunto Antonina Latino, in rappresentanza del prefetto Maria Guia Federico, che consegna una targa ricordo al dirigente e una lettera del prefetto, con parole di elogio all’Istituto e agli alunni.

La parola dunque passa alla presidente Fidapa sezione Gravina Catania Patrizia Costa che ha collaborato con alta sensibilità all’evento.

Ignazio Vecchio docente università Catania, rivolgendosi al folto pubblico di attenti studenti, chiede “qual è il rimedio? Il no all’odio nasce dall’amore”. In un clima di condivisione Domenico Ciancio Sanfilippo consegna al dirigente il volume “La Sicilia dentro la Sicilia” che racconta i 70 anni del quotidiano, di cui è condirettore, attraverso il mondo e i fatti di questa terra. Carlo Majorana Gravina giornalista, chiosa “è giusto che i giovani riflettano su fatti storici di inaudita ferocia per capire che partendo da bullismo e branco si può arrivare a degenerazioni terribili”. Lancia un messaggio di unità nella giornata delle foibe il Rabbino Stefano Di Mauro medico e docente nutrizionista tra Italia e America, segnando con la sua presenza l’incontro tra le diverse confessioni religiose e insiste evidenziando che “non esistono culture superiori, bisogna fare attenzione poiché sono l’inizio di un grosso baratro che si sta preparando”.

Non è mancato il riferimento alla cucina ebraica partendo dall’Arca di Noè, simbolo di una trasgressione nell’uccidere gli animali poiché Dio non vuole, spiega “non mangiare sangue perché può trasmettere malattie, ma il sangue è anche l’anima” e approfondisce il concetto del cibo “kosher”. Giovanni Cultrera di Montesano maestro concertista, “Il motivo ‘Schindler list’ delle quattro note di Williams è simbolo di ciò che non deve accadere più”.

Toccante e applaudita la performance dell’attore Gianluca Barbagallo con gli alunni dell’Alberghiero Canonico Dario e Floriana Pesce che attraverso testimonianze rievocano il momento storico della shoah, adattamento teatrale di Lella Battiato.

Il percorso della giornata si conclude con un’esercitazione enogastronomica sulla cucina ebraica apprezzata per l’impegno degli allievi e la guida dei docenti Alfio Galati, Giovanni Sapienza, Massimo Pulvirenti.

Redazione NewSicilia