Itinerari
 

Un libro lungo un sentiero. GAL ETNA presenta i suoi sentieri

6 gen 2016 - 16:28

ADRANO - Ad aprire i lavori per la presentazione del book fotografico “I sentieri del GAL Etna” ieri a Palazzo Bianchi di Adrano il sindaco Giuseppe Ferrante e il presidente del Gal Etna Giuseppe Glorioso. Sono intervenuti nel dibattito, moderato dal giornalista Anthony Di Stefano, Giuseppe Riggio, giornalista ed esperto di cultura del territorio, il responsabile ufficio di piano del Gal Etna Ernesto Del Campo, il vicepresidente del Gal Etna Enzo Maccarrone e Michele Germanà presidente di Agenzia per il Mediterraneo.

Il filo della narrazione si sgomitola attraverso un itinerario fotografico – che arriva a fine programmazione grazie ai fondi del PSR Sicilia 2007-2013 all’interno del progetto di cooperazione Salitis - anche per lasciare traccia visiva del territorio e dell’impegno profuso dal Gal Etna per la valorizzazione dei territori dei 10 Comuni che lo compongono. Un riferimento visivo in cui scoprire e gustare la singolare e travolgente bellezza che il paesaggio e il territorio del Gal Etna riescono a proporre in un percorso di vita e natura all’insegna dell’autenticità che ha emozionato la folta platea alla visione del libro dai monitor che dalla sala del Comune proiettavano le immagini suggestive. In altro a sinistra foto di copertina del book di Gaetano Scarpignato.

Si tratta di una raccolta di immagini cedute dall’archivio del Parco dell’Etna e del Parco dei Nebrodi nonché di fotografi professionisti e semplici amatori a firma di Giuseppe Anzalone, Antonio Calì, Ernesto Del Campo, Vincenzino Grasso, Gaetano Scarpignato, Paolo Mazzaglia, Massimiliano Scalisi, Maurizio Zignale.

L’obiettivo primario tracciare un racconto visivo del territorio attraverso antichi sentieri e percorsi naturali di viaggio, colate laviche millenarie e trazzere cinte da ruscelli e laghi disegnati dalla nera pietra lavica dell’Etna.

Una sintesi suggestiva del versante orientale della Sicilia delineata già nell’opera “Viaggio in Italia”, dal poeta J.W. Goethe: “È in Sicilia che si trova la chiave di tutto” […] “La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possiederà per tutta la vita“.

Con questo book fortografico, il territorio racconta se stesso, la sua storia, i suoi miti, le sue bizarrie. Una sorta di viaggio virtuale per raccontare un paesaggio in continua evoluzione. L’Etna racchiude in sé la forza vitale della terra - racconta il presidente del Gal Etna Giuseppe Glorioso - un patrimonio dell’umanità che abbiamo il dovere di custodire, ma anche di far conoscere in tutte le sue peculiarità. E ancor più i Nebrodi e la valle del Simeto, storicamente meno conosciuti”.

Ciò nell’ottica di offrire anche nuove forme di turismo sostenibile a basso impatto ambientale, al di là degli schemi tradizionali e stagionali grazie alle caratteristiche geomorfologiche e climatiche che permettono ai fruitori la scelta di un ventaglio di opportunità di escursione” dichiara Ernesto Del Campo.

Le immagini raccolte nel volume riescono ad incantare l’appassionato del racconto visivo. “Il colore rosso domina nelle foto delle attività laviche, una tonalità cromatica che colpisce la sfera emotiva del lettore – dichiara il giornalista di La Repubblica Giuseppe Riggio, esperto conoscitore del territorio -. I due ambienti, quello nero e rosso dell’Etna, insieme al verde e azzurro dei Nebrodi, forniscono un’intera tavolozza di colori, accompagnati da sapori, suoni e odori dove il partire e l’arrivare diventano essenziali per gustare a fondo l’ambiente naturale”.

Insomma un volume prezioso pubblicato con la collaborazione gratuita e volontaria di fotografi professionisti e semplici amatori che con passione e creatività hanno tessuto il racconto di un territorio, quello che abbraccia i comuni del Gal Etna. Un territorio, leggiamo nella prefazione al volume di Glorioso e Del Campo, “che merita di essere tutelato, valorizzato e amato, nonostante le sue asperità e i suoi imprevedibili umori che sanno di zolfo e fuoco, di carbone e di fieno”.

Concetta Di Lunardo

Redazione NewSicilia