Caritas
 

L'Enrico Medi di Randazzo in cucina per i più poveri

19 mag 2016 - 19:35

CATANIA  - Dopo l’esperienza di volontariato vissuta dagli studenti dell’Alberghiero “Rocco Chinnici” di Nicolosi alla mensa della Caritas Diocesana di Catania è toccato all’associazione culturale Pro Randakes in collaborazione con i professori e i giovani chef dell’Alberghiero dell’I.I.S. “Enrico Medi” di Randazzo preparare e servire la cena per i più bisognosi. I soci dell’associazione accompagnati da alcuni insegnanti hanno trascorso un pomeriggio tra i fornelli dell’Help Center nei pressi della Stazione centrale, coordinati dallo chef Salvatore Alba e dall’assistente tecnico di cucina Carmelo Damusco.

Si è cercato di curare tutto nei minimi dettagli: tavoli imbanditi a festa e un menù speciale che ha stupito e reso felici gli amici e le famiglie che ogni sera cenano alla mensa. Dopo un aperitivo analcolico, sono stati serviti circa 350 pasti, compresi quelli destinati ai volontari dell’Unità di Strada:  arancinetti, frittura mista di verdure pastellate, anelletti in timballo al finocchietto selvatico, polpettone variopinto con verdure e formaggio guarnito da patate duchessa e torta al cioccolato.

L’aspetto meraviglioso è che gli antipasti, i piatti freddi e il dolce sono stati preparati dagli studenti direttamente nei laboratori di cucina dell’alberghiero. Alle spese per la cena hanno contribuito i soci dell’associazione e l’Istituto alberghiero grazie al dirigente scolastico, la prof.ssa Maria Francesca Miano.

All’iniziativa di solidarietà erano presenti anche il direttore amministrativo dell’istituto, la dott.ssa Luisella Pontoriero, il presidente della Pro Randakes, Nicolò Sangrigoli ed i soci, l’avvocato Tiziana Franco, Carmela Spartà, Giusa Salvatore, Pietro Tripoli

Inoltre, tra la Caritas e l’associazione no profit di Randazzo, attiva nel sociale ed in ambito sportivo-naturalistico, nascerà una collaborazione al fine di promuovere e sensibilizzare il volontariato tra gli studenti della provincia di Catania a sostegno delle persone più bisognose. 

Redazione NewSicilia