Allarme
 

Lampedusa, discarica di amianto e marea nera: a rischio la salute pubblica

31 mar 2016 - 06:03

LAMPEDUSA - Una “caccia ai rifiuti ingombranti e speciali”: è stata questa l’operazione della Polizia Municipale del Comune di Lampedusa e Linosa di prevenzione territoriale.

È grazie a questa attività di bonifica rifiuti che è stato possibile individuare e sequestrare un’area adiacente al Centro comunale di Raccolta in cui sono stati rinvenuti rifiuti ingombranti: dai materassi agli elettrodomestici

All’interno della discarica erano presenti anche un notevole numero di vecchi serbatoi di amianto frutto, probabilmente, di una dismissione illegale a discapito della salute pubblica. È nota a tutti, infatti, la pericolosità di questo minerale che, spesso, reca non pochi danni alla salute.

La Polizia Municipale ha provveduto, dopo il sequestro, ad apporre i sigilli nell’area interessata in attesa di bonifica.

Pericolo per l’arcipelago anche a causa dello sversamento di greggio avvenuto, recentemente, nell’area ad ovest delle Isole Kerkennah (Tunisia), che aveva fatto temere per la salute delle coste e delle spiagge delle Pelagie, provocando lo stato di allerta e l’immediato intervento dell’Area Marina Protetta per comprendere le dinamiche oceanografiche e la possibilità di spostamento del greggio verso l’arcipelago italiano.

I dati ottenuti nei giorni scorsi sono fortunatamente del tutto rassicuranti: il “Bollettino Straordinario Dispersione Idrocarburi: Piattaforma 07 – Cercina (Tunisia)” emesso dal Gruppo di Oceanografia Operativa IAMC-CNR di Oristano, ha confermato che già il giorno successivo allo sversamento, gli idrocarburi si sono diretti e spiaggiati sulle coste delle Isole Kerkenna, scampando il pericolo dell’arrivo della “marea nera” sulle spiagge delle Pelagie.

Il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, è intervenuto sulla questione spiegando come “l’incidente della Tunisia dimostra tuttavia quanto sia insicura e pericolosa l’attività estrattiva nel Mediterraneo e quanto sia importante salvaguardare l’integrità ambientale e la bellezza del mare delle Pelagie e  di tutte le piccole isole del Mediterraneo, dato che appartengono al patrimonio ambientale del Paese e che i loro abitanti traggono sostentamento esclusivamente dalla pesca e dal turismo”.

Da sottolineare come l’Area Marina Protetta Isole Pelagie, gestita dal Comune, si era sin da subito mobilitata richiedendo al Ministero dell’Ambiente la presenza stabile nell’arcipelago di un battello antinquinamento, al fine di intervenire con rapidità e potenziare l’efficacia dell’azione. Il Ministero, pur comunicando di non poter distaccare permanentemente un battello nelle Pelagie, ha garantito l’immediato intervento nell’arcipelago di uno dei 6 mezzi antinquinamento dislocati lungo le coste della Sicilia, nel caso in cui Lampedusa o Linosa dovessero trovarsi concretamente minacciate da simili fonti di inquinamento.

Rossana Nicolosi