Ambiente
 

Isola Bella e Isola Lachea, nuovi siti di interesse geologico in Sicilia

8 set 2016 - 17:15

TAORMINA - Sono due i nuovi siti di interesse geologico, o geositi, per cui l’assessore per il Territorio e Ambiente, Maurizio Croce, ha approvato le “Procedure per l’istituzione e norme di salvaguardia e tutela dei Geositi della Sicilia”, con il decreto del 20 luglio scorso.

Si tratta della “Riserva naturale orientata Isola Bella”, con i geositi denominati  “Capo Sant’Andrea-Unità di Capo Sant’Andrea” e “Isola Bella Sequenza Meso-Cenozoica dell’Unità di Longi-Taormina”, e della “Riserva naturale integrale Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi”, col prezioso geosito “Vulcaniti dell’Arcipelago dei Ciclopi ed Aci Trezza”.

I primi due rappresentano l’ossatura dell’Arco Calabro-Peloritano e geograficamente si identifica con i Monti Peloritani. Le due unità tettoniche sono costituite da antichissime rocce metamorfiche con al tetto rocce sedimentarie prevalentemente carbonatiche. Le rocce metamorfiche di base sono costituite da scisti cloritici-sericitici, e rappresentano un antico basamento cristallino di età Paleozoica che affiorano nelle aree più interne della riserva. Il litosoma maggiormente presente, che costituisce anche l’Isola Bella, i faraglioni circostanti e il promontorio di Capo Taormina, sono i “calcari e dolomie” del Giurassico Inferiore. Si tratta di calcari detritici e calcari algali di colore bianco-grigiastro deposti sul fondo di un vasto bacino oceanico chiamato Tetide, ormai scomparso a causa della convergenza e della successiva collisione occorsa tra il continente africano e il continente europeo nel Tortoniano. Le rocce più “giovani” dell’area sono rappresentate dai calcari micritici rossi in facies di “maiolica” di età Giurassico superiore.

L’Isola Bella, considerata la “Perla del Mediterraneo”, rappresenta un’area di straordinaria bellezza, dichiarata nel 1984 monumento di interesse storico-artistico di particolare pregio. Finalmente nel 1998 è stata istituita la “Riserva naturale orientata Isola Bella” al fine di tutelarne il particolare valore paesaggistico e nel 2005 è stata inclusa tra i siti di Interesse comunitario SIC per il suo notevole valore paesaggistico.

Il secondo nuovo geosito invece, l’Isola Lachea coi suoi Faraglioni, è costituito prevalentemente da rocce basaltiche in più punti sormontate da argille pleistoceniche metamorfosate e dai basalti colonnari di origine vulcanica legati alle prime eruzioni sottomarine nel golfo di Acitrezza, risalenti a circa 500.000 anni fa. Subito evidenti i magnifici esempi di queste manifestazioni eruttive i cui prodotti risultano intercalati alla successione argillosa.

La Rni, “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi”, è stata istituita nel 1998 al fine di conservare e tutelare la vegetazione algale e la fauna dei piani dal sopralitorale all’infralitorale, nonché al fine di salvaguardare la lucertola endemica Podarcis sicula ciclopica.

Ora entrambe le riserve sono sottoposte alla gestione e alle cure del Cutgana, il centro universitario per la tutela e gestione degli ambienti naturali.

Clelia Mulà