Pittura
 

Inaugurata a Marsala la mostra di Alberto Gianquinto: un tributo al maestro del colorismo

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3 lug 2017 - 18:33

MARSALA - È stata inaugurata ieri, nel convento del Carmine di Marsala, la mostra “Alberto Gianquinto” che rimarrà visitabile fino al prossimo 15 ottobre.

L’esposizione presenta 40 opere, molte delle quali di grandi dimensioni, in un percorso articolato per nuclei che, continuamente indagati nello spazio luminoso del suo studio, rivisitano gran parte della sua produzione: dalle nature morte dei primi anni Sessanta alle grandi composizioni del decennio successivo in cui oggetti e spazio assumono un forte valore di emblema, dai bagnanti che dagli anni Ottanta riallacciano la sua pittura alla grande lezione di Cézanne, Matisse e Picasso ai passaggi familiari di Asolo, sino alle figure monumentali che rivisitano le iconografie della maternità o degli antichi miti greci.

Una pittura insieme intima e visionaria, in cui il colore,  persino i suoi sontuosi e celebrati neri, svolge un compito centrale diventando architettura del quadro: con una stesura sapientemente variata e quasi musicale negli accordi cromatici e nel segno, ora rapida e abbreviata, ora più larga e distesa, in cui il tonalismo tipico della pittura veneziana si intreccia alla tradizione della grande pittura moderna francese.

Alla cerimonia inaugurale erano presenti il sindaco Alberto Di Girolamo, Pietro Giorgio Salvo, presidente del Cda dell’Ente Mostra Pinacoteca di Marsala che organizza l’esposizione, il curatore Sergio Troisi, la moglie dell’artista, scomparso nel 2003, Luciana, e il figlio Nino Gianquinto.

“Non era affatto scontato – ha detto il figlio – che Gianquinto tornasse nella ‘sua’ Sicilia., terra che è stata l’alfabeto della sua arte e di quella costante inquietudine che ha accompagnato per cinquant’anni la sua pittura. Grazie per questa intuizione che ha letteralmente trasportato a Marsala lo studio di Gianquinto con una raffinatissima selezione di opere che Troisi ha impaginato secondo il criterio tematico”.

Alieno da schieramenti – afferma Sergio Troisie tendenze, con l’eccezione della adesione alla breve esperienza del gruppo Il Pro e il Contro nei primi anni Sessanta, Gianquinto è stato artefice di una pittura in cui la componente lirica e l’adesione alle cose quotidiane si manifesta congiuntamente alla memoria della grande arte del passato e alla partecipazione al proprio tempo storico”.

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Redazione NewSicilia