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In viaggio con Dante. Un saggio di Paolo Battaglia La Terra Borgese

18 dic 2015 - 17:37

CATANIA – Sarà presentato domani alle 19,00 nella pinacoteca del Museo Diocesano di Catania il libro “In viaggio con Dante” del critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese, interamente dedicato all’arte del pittore catanese Pietro Alessandro Trovato.

L’autore invita ad un’esplorazione dell’arte del pittore acese in una chiave di lettura che lo lega al XXVI Canto dell’Inferno, dove Dante incontra Ulisse. La sete di conoscenza di Dante e di Ulisse è la stessa che muove lo spirito di ricerca e di libertà.  La stessa sete di Trovato, quella dell’arte, segno di un percorso di ricerca interiore con cui il pittore scava dentro di sé e dove, individuati i vizi, trova quelle maggiori libertà di saggezza che concedono di percepire un mondo diverso e migliore, cose che appaiono e sono più belle di prima, nuove armonie: le dipinge con una pittura antica che il critico d’arte rivela in questo suo ultimo libro. 

Tale ricerca si inserisce perfettamente in questi ultimi stralci del 2015; l’anno della Luce, proclamato dalle Nazioni Unite, e del 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri: si è cercato di capire il rapporto, analizzato e scandagliato dalla più recente critica, tra il più grande poeta di tutti i tempi che dall’unione tra letteratura e luce creò opere immortali e il legame esistente tra il Sommo e le arti figurative.

Convinto a ragione della sua ricerca, con l’opera in copertina Studio vetri 3 – 2015, realizzata con la tecnica dell’acquerello su carta cotone in cm 40 x 30, Trovato conferisce la sua serialità al vetro, con gli stessi elementi riposizionati, volta a volta, in modo diverso nei vari dipinti – scrive l’autore -. La ripetizione attuata dall’artista è legata all’atto della Metamorfosi, un atto processuale, dinamico e aperto, filosoficamente figlio della riluttanza all’accademismo“. 

Le riforme dialettiche, ancorché moderate, appaiono incisive: la mela data al contenitore disegna il suo sidro, mentre il colore richiamato alla parete intima della bottiglia traccia il prodotto finito: l’aceto di mele. Già rappresentata – continua – nel primo studio la mela simboleggia il giusto distacco (la perdita) dal nozionismo, metodo di insegnamento che privilegia la quantità di nozioni acquisite rispetto a quelle sinteticamente elaborate e deputate alla conoscenza e alla formazione critica a cui si proietta Trovato“.

L’incontro di domani sarà una piacevole chiacchierata su arte e letteratura con l’autore e l’artista, moderata dal giornalista Franco Liotta, arricchita dalle musiche di  Debussy, Faurè, Liszt, Glazunov, Rachmaninov, Ravel, magistralmente eseguite dal soprano Claudia Caristi e dal pianista Maurizio Innocenti.

Il libro, una produzione di Premio Arte Pentafoglio, è edito da Bonanno.

Viviana Mannoia